Di nuovo problemi nei diciannove comuni serviti da Gesa Ag 2. A rischio sono cento posti di lavoro.

Gli uffici della società d’ambito hanno predisposto un bando di gara nel quale i servizi sono stati ripensati in base alle schede formulate dai soci, ovvero le diciannove amministrazioni comunali. Questo ha comportato un taglio di complessivi cento posti di lavoro.


I sindacati sono pronti alla protesta. Giovanni Manganella della Uil ha incontrato il commissario liquidatore Teresa Restivo dalla quale ha avuto la conferma che in relazione al nuovo bando dovrebbe esserci un forte taglio nei posti di lavoro: “Non capisco come si sia arrivati a questo risultato, tenuto conto che pare si sia premuto fortemente l’acceleratore sulla raccolta differenziata”.

Con gli altri rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl si stanno ora valutando le azioni da intraprendere, prima fra tutte un incontro con l’assessore regionale Giosué Marino, il quale aveva promesso il mantenimento dei livelli occupazionali”.  E c’è dell’altro. Ad essere licenziati potrebbero non essere  necessariamente i lavoratori dei comuni che hanno ottenuto la riduzione. Potrebbe accadere che i sindaci che hanno mantenuto i livelli occupazionali, come Agrigento, di fronte alla possibilità che comunque i lavoratori loro concittadini possano essere licenziati decidano di ridurre a loro volta, aumentando l’entità dei tagli. La settimana entrante i sindacati incontreranno Teresa Restivo per avere ufficialmente conoscenza del nuovo bando. Intanto Gesa continua ad incassare le bollette relative all’evasione ed all’elusione per l’anno 2005: siamo già quasi a due milioni di incasso complessivo, mentre sulle stesse bollette si sta avviando l’esecuzione coattiva per quanti, pur avendone l’obbligo, non hanno pagato. Tutto questo mentre si sta lavorando alle liste di carico per la bollettazione 2011 che consentirà, non appena pronte, di ricevere le anticipazioni da Aipa che consentiranno di far fronte alle future esigenze di risorse finanziarie per pagare le prossime rate del servizio.

Ma come si è arrivati a mettere a rischio i posti di lavoro?

Il liquidatore di Gesa Teresa Restivo si è trovata a dover conciliare due esigenze: da un lato una lievitazione dei costi, a partire da quelli del personale che sono aumentati quasi del 20 per cento, per non parlare dei costi di gestione (carburanti, eccetera); dall’altra le pressanti richieste dei sindaci finalizzate ad una riduzione dei costi. Tale esigenza comporta necessariamente una rimodulazione del servizio ed un inevitabile taglio del personale utilizzato dal raggruppamento di imprese, attualmente circa 380 persone.

Riteniamo l’atteggiamento dei sindaci una provocazione che rischia di generare forme di protesta portando ad una nuova quanto possibile paralisi della raccolta dei rifiuti.

Alcuni sindaci in totale difformità a quanto previsto dalla legge ed eludendo l’impegno preso con l’assessore Marino, invece di chiedere un aumento dei servizi in attuazione della legge sui rifiuti, avviando la raccolta differenziata, che nel comprensorio dell’ Ato Gesa 2 è pressoché nulla, chiedono una riduzione dei servizi, naturalmente senza la preventiva convocazione concertativa delle Organizzazioni Sindacali.

Tali atteggiamenti mirano a delegittimare ruoli e funzioni, lavoratori e famiglie, interessi collettivi e gestione virtuosa.

Il volere abbattere i costi additando i lavoratori come causa del dissesto e dell’aumento della tassa sui rifiuti, avvalora il fallimento gestionale per totale incapacità di chi, in questi anni, ha guidato e fatto parte del consiglio di amministrazione dell’Ato , senza una programmazione che avrebbe consentito efficienza ed economia.

Il consiglio di amministrazione si accorge solo oggi di un esubero del personale addetto alla raccolta, o è un pretesto per chiedere l’intervento del governo regionale mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri?

Le amministrazioni comunali inadempienti hanno provveduto a versare alla Gesa quanto dovuto? E quali atti sono stati prodotti per la lotta all’evasione ?

Nulla, nulla di tutto ciò è stato fatto.

Oggi invece assistiamo al tentativo di ripristinare norme e regole eliminando con un colpo di spugna esclusivamente l’anello debole del sistema dei rifiuti, i lavoratori, che operano in condizioni disagiate e che ancora oggi non sono nelle condizioni di avere retribuzioni in tempi certi e dignità lavorativa.

I cittadini continueranno impassibilmente a non rivendicare il proprio diritto subendo una diminuzione di servizi invece che un suo potenziamento?

Ci risulta che alcune imprese hanno incontrato i propri lavoratori, al fine di comunicargli un possibile licenziamento; le invitiamo a protestare insieme ai lavoratori, al fine di non vedere sparire alcuni di loro.

Da parte nostra stigmatizziamo l’atteggiamento irresponsabile di taluni amministratori, che oggi 1° maggio giornata del lavoro e del lavoratore rischia di diventare giornata di disperazione e di disgregazione sociale.

Pertanto, chiediamo alla Dott.ssa Restivo una convocazione urgente delle organizzazioni sindacali, al fine di trovare soluzioni alternative al licenziamento, il ripristino di un servizio efficiente e di una gestione virtuosa della Gesa in previsione del nuovo appalto, confermando che nostro malgrado, intraprenderemo le opportune forme di lotta nel caso in cui si voglia perseguire la strada dei licenziamenti.

Cordialità

Il Segretario Aggiunto UGL

Roberto Migliara