L’ultimo atto dell’attuale amministrazione comunale è stato quello di scindere il contratto con la Società Swimming che gestiva l’impianto, in quanto i costi erano assolutamente proibitivi, in considerazione anche del fatto che gli incassi (a favore del comune) erano progressivamente e drasticamente diminuiti negli ultimi anni. A tale proposito bisogna sottolineare che c’è stato uno scambio di accuse reciproche tra l’amministrazione e la società di gestione. La prima sosteneva, a ragion veduta, che c’era uno scarso impegno del gestore nel promuovere, come aveva fatto nei primi anni, le attività sportive a tutti i livelli (scuole, casalinghe, anziani, disabili, agonismo ecc.). Il gestore dal canto suo, denunciava il totale disinteresse dell’amministrazione nell’effettuare gli interventi urgenti di manutenzione straordinaria, quali per esempio l’impermeabilizzazione del tetto, l’ammodernamento e la ristrutturazione degli impianti di aerazione, degli spogliatoi ecc. Per correttezza, bisogna dire che la struttura si era ridotta molto male, il tetto era un colabrodo, gli spogliatoi al limite dell’agibilità con porte rotte, docce mal funzionanti ed anche gli impianti in genere, necessitavano di una revisione e di un adeguamento. Come sempre, la ragione sta in mezzo, ma alla fine della fiera la piscina è stata chiusa e come sempre, a farne le spese sono stati i cittadini di Campobello e dei comuni limitrofi che, privati di una struttura così importante, sono stati costretti (i più volenterosi naturalmente) a recarsi presso la piscina comunale di Canicattì, per proseguire l’attività sportiva. Da cittadino vorrei fare un appello alla forze politiche, maggioranza e opposizione, affinché agiscano rapidamente per evitare che la nostra piscina, senza dubbio una tra le più belle della Sicilia, vada inesorabilmente e definitivamente in disuso. E’ ovvio che l’amministrazione deve fare una scelta coraggiosa ed investire in modo corretto, nonostante la riduzione drastica di fondi a disposizione, occorre uno sforzo economico iniziale per rilanciare la struttura che, oltre a fornire un servizio pubblico di sport e salute, può senza dubbio diventare anche una opportunità di sviluppo economico.

Matteo Giammanco