“I tunisini che parlano di maltrattamenti da parte dei poliziotti al centro di accoglienza di Lampedusa dicono solo grandi bugie, menzogne. Ieri hanno inscenato quella protesta perchè sapevano della visita del cardinal Bagnasco e cercavano la ribalta mediatica”. Così il questore di Agrigento Girolamo Di Fazio replica alle accuse di un gruppo di immigrati tunisini che ieri si sono feriti al centro d’accoglienza dell’isola per protestare contro presunti maltrattamenti che avrebbero subito dalla polizia. “Noi li salviamo, li accogliamo e li vestiamo – ha detto ancora il questore Di Fazio- se i tunisini hanno detto il contrario li denuncerò per calunnia. Oltretutto, i poliziotti non stanno nel recinto dove si trovano i tunisini”.
Sono stati portati tutti in salvo i 500 profughi, soccorsi questo pomeriggio dai mezzi navali della Guardia costiera e dalla Guardia di finanza, ad una ventina di miglia da Lampedusa. Partiti dalle coste libiche il barcone su cui viaggiavano è andato in avaria, mentre a bordo si è sviluppato un principio d’incendio. I profughi sono stati tutti trasbordati su sei motovedette e trasportati fino al porto di Lampedusa. Momenti di tensione su una motovedetta della Guardia di finanza a causa di uno dei migranti che ha accusato una forte crisi epilettica, durata diversi minuti. L’uomo sulla motovedetta ‘Puleo’ delle Fiamme gialle, al suo arrivo al porto è stato trasferito al poliambulatorio dell’isola. Tra i profughi sbarcati diverse donne e bambini, ma per la prima volta anche alcuni anziani. Due, invece, le donne al nono mese di gravidanza, entrambe nigeriane, che dopo il parto saranno accompagnate in elisoccorso all’ospedale Cervello di Palermo. I neonati per fortuna stanno bene. La notte scorsa era giunto sulla costa lampedusana un barcone con a bordo 208 persone, tra cui 23 donne e tre bambini. I profughi sono stati alloggiati al Centro di accoglienza, dove ci sono altri 285 migranti, quasi tutti tunisini.












