Un partito vitale, con un grande entusiasmo intorno e la voglia di cambiare e restituire alla Sicilia e ai siciliani fiducia e crescita del territorio attraverso il lavoro, l’impegno di quanti hanno il coraggio di rompere con il passato. E’ questo in sintesi cio’ che è emerso nel corso dell’affollata assemblea cittadina tenutasi ieri presso Cine Concordia di Agrigento a cui hanno preso parte vertici, amministratori, iscritti e simpatizzanti dell’ MPA. Una iniziativa propedeutica alla due giorni in programma sabato e domenica prossimi al Palaghiaccio di Catania, nel corso della quale si darà vita ad un nuovo soggetto politico con una sua autonomia di governo della regione di appartenenza , che porterà avanti come fondamento della propria azione il tema del meridionalismo. Importante l’ atteso discorso del leader agrigentino del Mpa l’on ed ex assessore regionale Roberto Di Mauro che in oltre 45 minuti ha toccato i punti salienti della politica attuale, partendo dall’ azione politica che il partito di Lombardo ha svolto sin dal momento della sua costituzione avvenuta nel 2005, ad oggi. E di questo ha parlato in un appassionato intervento che ha sottolineato il travaglio dell’ MPA che ha seguito un progetto di rinnovamento e di risanamento delle vecchie logiche del modo di fare politica. Un percorso irto di ostacoli ha detto Di Mauro, che ha dovuto superare mille difficoltà non ultima la risoluzione della vicenda giudiziaria che vedeva il Presidente Lombardo fatto oggetto di una situazione che ha definito “grottesca” e uscito indenne, come già il partito era certo dall’inizio, dal tentativo di delegittimarlo con pesanti e inesistenti accuse. Di Mauro ha ampiamente parlato dell’evoluzione del quadro politico nazionale e regionale, identificando nuove alleanze. “Eravamo in pochi a crederci, ha affermato Di Mauro. Abbiamo avuto il coraggio di allontanare chi ci ostacolava nel governo della Regione, detto no agli inceneritori che altri volevano, fino a pagare una penale, abbiamo riformato con successo il sistema della sanità , quello dei rifiuti con la riforma degli Ato, smontato il sistema burocratico esistente alla Regione .” “Tutto questo ci ha condotti, ha continuato Di Mauro a rompere con il governo nazionale, che in atto effettua una politica che privilegia il Nord, privandoci anche di quei fondi fas che ci spettano per diritto”. E non ha trascurato di evidenziare l’impegno del partito anche alla Provincia regionale di Agrigento e al comune capoluogo: “Zambuto deve decidere di attivare un tavolo di trattativa serio ed istituzionale intorno alle problematiche della città, con punti prioritari da portare a compimento ad un anno dal voto,e non delegando qualche familiare alla trattativa”. Critiche ha poi indirizzato verso lo spostamento dei 2 milioni di euro, che nel corso del suo mandato di Assessore regionale all’ambiente aveva destinato con il sostegno del Ministro Prestigiacomo al dissesto idrogeologico di San Leone e che adesso sono stati trasferiti al centro storico ,in barba alla possibilità di trovare nuove risorse. Di Mauro ha chiuso la sua relazione con un vibrato attacco relativo alla situazione politica dell’amministrazione provinciale. Difendendo l’operato di Eugenio D’Orsi nel suo mandato di presidente e criticando fortemente la richiesta della mozione di sfiducia da parte di un consigliere provinciale. “Ne discuteremo in ogni piazza con due comizi al giorno parlando di tutto , ha dichiarato Di Mauro, invitando palesemente quanti si muovono nell’ombra a dimettersi, ed uscire dalla attuale maggioranza regionale. D’Orsi ha concluso Di Mauro non ha scheletri nell’armadio anzi sono altri a doversi preoccupare di averne”.