A Lampedusa – l’isola delle tragedie del mare, degli sbarchi di disperati e della crisi del turismo – si apre un nuovo fronte: quello giudiziario contro l’abusivismo edilizio. Un’inchiesta della Procura di Agrigento è sfociata nell’iscrizione di 54 persone nel registro degli indagati e nel sequestro disposto dal Gip di diverse aree e edifici, di nuova e vecchia costruzione. Sigilli sono stati posti a fabbricati, dammusi, residence, un albergo, un ristorante e un bar, oltre che a zone edificabili.

Tra gli indagati ci sono funzionari della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Agrigento e dell’Ufficio tecnico del Comune di Lampedusa; proprietari delle lottizzazioni al centro delle indagine; un notaio, coniuge di una lottizzatrice, e ufficiale rogante di quasi tutti gli atti di compravendita delle aree lottizzate; e infine alcuni acquirenti dei lotti frazionati e delle costruzioni realizzate.


Le aree interessate dall’inchiesta sono ubicate in contrada Grecale-Cala Creta, zona di elevatissimo pregio ambientale di Lampedusa sottoposta a vincolo paesaggistico e per massima parte anche a vincolo di inedificabilità assoluta.

I sequestri sono stati eseguiti da militari della Guardia di finanza e dei carabinieri in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip di Agrigento su richiesta del procuratore capo Renato Di Natale, dell’aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto Luca Sciarretta. I magistrati hanno nominato due curatori dei beni sequestrati per garantire i livelli occupazionali e il rispetto degli impegni contrattuali assunti dai proprietari degli immobili al centro dell’inchiesta.

Secondo la Procura di Agrigento, a Lampedusa “l’omessa realizzazione di strutture pubbliche, il mancato rispetto del vincolo sulle aree libere ed inedificate, le aree destinate a verde pubblico, insieme alla realizzazione arbitraria di infrastrutture civiche, quali strade, fognature e reti varie, contestualmente alla massiccia realizzazione di strutture turistiche, hanno generato nel corso degli anni un agglomerato urbano inidoneo all’utilizzazione prevista nello strumento urbanistico generale e alla funzione residenziale”. Nel fascicolo inviato al Gip la Procura ha allegato anche una Consulenza tecnica d’ufficio eseguita da esperti di parte. Le indagini non si sono concluse e ulteriori accertamenti sono in corso.