Oltre al crollo del 70% delle opere pubbliche appaltate negli ultimi quattro anni e alla perdita di oltre 40 mila posti di lavoro nell’ultimo biennio, il settore delle costruzioni edili in Sicilia deve sopportare anche le conseguenze finanziarie del ritardo nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni nazionali e locali per lavori già eseguiti. Le imprese siciliane attendono da anni 4 miliardi di euro: pagamenti bloccati da scorretti comportamenti politici e burocratici più volte segnalati dall’Ance Sicilia.

A ciò si aggiungono le nuove opere già progettate, finanziate e cantierabili, per circa 5 miliardi di euro, che non vengono poste in gara; i ritardi, fino a tre anni, nel rilascio delle autorizzazioni; la mancanza di investimenti per la messa in sicurezza degli edifici pubblici, a partire da quelli scolastici; la fiscalità sottoposta a continue fluttuazioni.


Tutti elementi di profonda incertezza che spingerebbero chiunque a emigrare. L’Ance Sicilia, invece, vuole provare a invertire la rotta e a passare dalle incertezze alle “In Certezze”, attraverso un serrato e propositivo confronto col governo regionale che metta, su un piatto della bilancia, la certezza di una pianificazione strategica fatta di riforme strutturali sostenute da investimenti seri e coerenti; e, sull’altro piatto, la voglia delle imprese di guardare in faccia la crisi e di cercare di superarla avvicinando la domanda e l’offerta tramite aggregazioni di interessi comuni e migliorando la qualità dei servizi e delle tecnologie.

Un processo che Ance Sicilia vuole promuovere e guidare anche in vista dei sacrifici ai quali pure l’Isola con le sue amministrazioni pubbliche dovrà sopportare a seguito della prossima manovra finanziaria nazionale. Il primo appuntamento è una tavola rotonda organizzata per domani, 30 giugno, alle ore 9,30, presso la sede di Ance Sicilia, in via Alessandro Volta, 44, a Palermo.

Si confronteranno con le imprese il presidente della Regione, Raffaele Lombardo; gli assessori regionali alle Attività produttive, ai Beni culturali e alle Infrastrutture (Marco Venturi, Sebastiano Missineo e Pier Carmelo Russo); il presidente nazionale dell’Ance, Paolo Buzzetti; il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello; il prorettore vicario dell’Università di Reggio Calabria, Francesco Russo; il presidente di Ance Sicilia, Salvo Ferlito; il presidente delle Piccole imprese edili di Ance Sicilia, Antonio Catalano. Modererà i lavori Nino Amadore, giornalista del Sole 24 Ore.