E’ stata effettuata ieri l’autopsia sul corpo di Calogero Giardina, all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, dopo dieci giorni di agonia, per le conseguenze delle lesioni interne riportate dal colpo di cacciavite alla tempia, al culmine di una lite con un minore, per una ragazza contesa.
Il magistrato, titolare del fascicolo d’indagine, ha posto al medico legale una serie di quesiti, che dovranno chiarire in che modo Giardina, sia stato colpito, e quale sia stata la causa della morte. Le risultanze verranno utilizzate nel processo come accertamento tecnico irripetibile.
L’incarico dell’esame autoptico è stato conferito al medico legale Paolo Procacciante, dell’Università degli Studi di Catania.
A conclusione dell’autopsia la salma è stata dissequestrata e restituita alla famiglia per la celebrazione dei funerali, che si terranno con molta probabilità lunedì pomeriggio, alle ore 16 presso la chiesa di San Diego.
Intanto, le indagini, entrano in una fase cruciale. Un’informazione di garanzia per concorso in ”omicidio preterintenzionale a seguito di lesioni” e’ stata notificata ad un 22enne di Canicattì. Secondo gli inquirenti, avrebbe aiutato il diciassettenne nell’omicidio. La sua sarebbe una posizione marginale, e il suo coinvolgimento sarebbe un atto dovuto, per valutare meglio il suo ruolo nella vicenda.
Nel carcere minorile Malaspina di Palermo, dove invoca il perdono, è detenuto, il minore, che ha ucciso Giardina, indagato per omicidio aggravato.
Altre persone potrebbero essere coinvolte nell’assurda lite, che è costata la vita al ventiquattrenne.













