Favara, oggi più che mai, fucina di giovani talenti e promettenti artisti. E’ il caso del ventunenne Danilo Sguali che da qualche anno ha fatto della fotografia non un hobby, ma un vero e proprio stile di vita. Nei mesi, tramite i suoi scatti, ha saputo ridare vita e splendore ad ambienti dall’ineguagliabile valore sentimentale e storico per la città di Favara e per i suoi cittadini. Questa volta le sue foto hanno messo in luce un luogo che ha segnato le generazioni passate, ma anche le nuove che ne hanno solamente sentito parlare tramite i ricordi e gli aneddoti invecchiati dal tempo, tramandati dai più adulti. Come il racconto di quella volta in cui due amici litigarono col cassiere: uno cieco da un occhio e l’altro, con un occhio ferito, volevano pagare un solo biglietto. E poi, resta indelebile il ricordo delle arrampicate dei ragazzi alle tende dei palchetti alla fine del film su Tarzan. Arrampicate che costrinsero i gestori a rimuovere i tendaggi. E ancora… Le corse per assistere alle proiezioni ed il lancio di pezzi di girasole dai palchi alla platea sottostante. Tanti aneddoti ed episodi che hanno contribuito a lasciare una traccia incancellabile del “mitico” Supercinema passato subito all’immaginario collettivo come “U Super Cì”. Un pezzo di storia favarese abbandonato al suo destino, tra macerie e cumuli di rifiuti e polvere.

Adesso, con una serie di scatti fotografici – in mostra fino al 28 ottobre 2011, presso la “Caffetteria Bottone Long Drink” in viale Aldo Moro a Favara – Danilo Sguali, con effetti di luci, contrasto ed immagini in bianco e nero – tecniche minuziosamente apprese, scatto dopo scatto ed anche nella recente esperienza da fotografo professionista a Minorca in Spagna – ne riporta in vita la memoria e cerca di rilanciarne il fascino oramai perduto. Attraverso la bellezza di una modella-attrice, in posa sul palco, vengono rievocati gli anni in cui il Supercinema diventò teatro. E il teatro così rivive. Gli scatti rinnovano suggestive emozioni a chi ha sperimentato il fascino del “Super Cì”. Contemporaneamente presentano alle nuove generazioni quel pezzo di storia che fino ad oggi avevo conosciuto tramite racconti.


Salvatore Montana