Ci sono già le prime ammissioni da parte dei soggetti coinvolti nell’operazione “Self Service” che ieri mattina ha portato alla notifica di 12 provvedimenti cautelari emessi dal Gip per una serie di presunte irregolarità perpetrate all’Ufficio urbanistica del Comune di Agrigento. Uno degli arrestati, Giorgio Parrino, architetto, avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Parrino è accusato di avere corrotto il funzionario dell’Utc Luigi Zicari per l’adozione di atti amministrativi e istruttori illegittimi. Parrino avrebbe parlato di regalie per facilitare l’iter delle pratiche. Oggi è previsto l’interrogatorio del dirigente dell’ufficio, Sebastiano Di Franesco.
Con riferimento ai provvedimenti giudiziari che hanno coinvolto anche alcuni dipendenti comunali in servizio nel settore dell’urbanistica, il sindaco di Agrigento Marco Zambuto ha adottato il provvedimento di sospensione dal servizio e dagli emolumenti per il dipendente Luigi Zicari. Lo stesso era stato già oggetto, molto opportunamente, fin dal 19 aprile 2011, di trasferimento ad altro settore. Nei confronti di tutti gli altri dipendenti interessati all’indagine, Sebastiano Di Francesco, Rosario Troisi e Calogero Albanese, sono stati avviati i previsti procedimenti disciplinari. “In particolare per il funzionario Di Francesco si è in attesa del giudizio in corso, – ha detto Zambuto – anche se al pari di Zicari, era stato oggetto di trasferimento ad altro settore dal 19 aprile, e che non ricopriva più l’incarico di dirigente del settore Urbanistica dal dicembre dello scorso anno, quando si erano concluse le procedure concorsuali, e tutti i posti apicali della struttura amministrativa fossero ricoperti da vincitori di concorso, senza alcun aspetto discrezionale”.
“Conoscere i fatti dai quali si originano gli arresti che hanno interessato le attività di singoli dipendenti del Comune di Agrigento deve fare riflettere e deve indurre tutti a cambiare il modello delle relazioni tra Enti, Cittadini ed imprese”. Sono le parole del presidente di Confindustria Agrigento, Giuseppe Catanzaro. “Dobbiamo rilevare – afferma – che facciamo fatica ad operare nella normalità perché si “preferiscono” le scorciatoie. Ai Magistrati del Tribunale di Agrigento ed ai Poliziotti della Questura di Agrigento – dichiara il Presidente di Confindustria – rivolgiamo un apprezzamento per l’opera di servizio resa per assicurare la normalità. La politica non deleghi Magistratura e Forze di Polizia e agisca subito per affrancare i diritti che non vanno ‘’mediati o scambiati ’’. La politica, senza limitarsi al caso di Agrigento , valuti di reagire e di non limitarsi a schierarsi tra innocentisti e colpevolisti. Auspichiamo che non si parli del solo caso di Agrigento perché se così fosse registreremmo un esplicito tentativo di non affrontare e risolvere il problema. Si impegnino gli amministratori a sostenere un dibattito pubblico mettendo al centro dell’agenda la tematica in oggetto. I nostri rappresentanti tengano presente che questa non è solo una questione etico/morale, ma avere una pubblica amministrazione sana ed efficiente è il presupposto per attrarre investimenti, ossia sviluppo e benessere . Solo se la politica si pone e risolve con urgenza tali questioni fondamentali (non servono né leggi, né soldi ma solo volontà e cambiare) può dare una svolta di grande legalità nei rapporti tra politica stessa, l’imprenditoria e la pubblica amministrazione, altrimenti purtroppo assisteremo sempre all’azione della magistratura che sarà costretta a svolgere un ruolo di supplenza alla politica per garantire condizioni e legalità nel nostro sistema democratico. Una burocrazia che intermedia e “regolamenta” chi deve fare cosa con metodi inqualificabili serve solo ad affossare la nostra terra”.












