Le suore vocazioniste di Canicattì, in occasione della ricorrenza di Santa Lucia, in collaborazione con le varie rappresentanti di classe dell’Istituto, hanno ricreato una rappresentazione per far conoscere ai bambini la storia di questa Santa e le tradizioni ad essa legate. L’iniziativa, dal titolo “Un dono per Santa Lucia” è stata proposta da Aurora Calabrò ed è stata portata avanti da Adriana Calabrò e da Letizia Cangialosi, entrambe rappresentanti di classe, che hanno avanzato l’idea alla direttrice della scuola, Suor Teresa Margiotta, che ha subito concretizzato l’iniziativa.
Lo scopo è quello di sottolineare il vero e profondo significato di questa festa e del messaggio che Santa Lucia, esempio di spirito di carità cristiana, di rinuncia a se stessi in favore del prossimo, ha divulgato al mondo. Ogni genitore, ha chiesto al proprio bambino, di rinunciare a qualcosa di proprio: un giocattolo, un vestito, qualche alimento da destinare ai bambini meno fortunati, il tutto con lo scopo di affiancare alla celebrazione di questa Santa, e al momento gioioso, un momento di riflessione e di impegno per creare l’occasione di una festa più sincera, semplice e lontana dagli aspetti consumistici che dominano il presente. I bambini saranno protagonisti, quale esempio di carità, donando qualcosa e ricevendo in cambio piccoli doni della tradizione.
I doni raccolti in tale occasione saranno quindi devoluti in favore dei bambini meno fortunati e delle famiglie più bisognose. L’idea di celebrare Santa Lucia nasce dalla volontà di fare rivivere la tradizione del culto di una santa nata in Sicilia ma da questa quasi dimenticata. Infatti il culto della santa, il suo ricordo e i messaggi dalla stessa rappresentati sono ben vivi in tutto il mondo e molte sono le tradizioni e le forme con cui la stessa viene ricordata/venerata. In Svezia, per esempio, a scuola e nelle case, la bambina eletta per rappresentare Santa Lucia, indosserà una tunica bianca e sfilerà insieme alle altre bambine per le strade cantando inni natalizi.
Inoltre, la tradizione vuole che la più piccola si alzi prima la mattina e, dopo aver indossato una tunica bianca e una corona di foglioline verdi e candeline, vada a svegliare gli altri componenti della famiglia servendo loro caffè, latte e dolci tipici. In Italia invece, soprattutto in quella settentrionale, la notte tra il 12 e il 13 dicembre i bambini aspettano l’arrivo di Santa Lucia che in sella ad un asinello e accompagnata da Gastaldo, porta doni ai bimbi buoni e getta cenere e carbone negli occhi di quelli cattivi. Ogni bambino, allo scopo di ringraziare la santa e il suo asinello dedica loro un piccolo dono: un po’ di latte, qualche biscotto, un pezzo di pane, delle arance o dei mandarini…in modo che si possano rifocillare al loro arrivo.
Ad esempio ancora a Verona la tradizione vuole che Santa Lucia abbia guarito i bambini in occasione di una terribile e incurabile epidemia di “male agli occhi”. Da quel momento, in occasione del 13 dicembre, gli stessi bimbi vengono portati in chiesa per la benedizione degli occhi. In alcune regioni del Nord, inoltre, gli istituti scolastici frequentati dai più piccoli sono soliti far rivivere la tradizione attraverso l’arrivo di una ragazza che rappresentando Santa Lucia, assieme ad un asinello, la mattina del 13 dicembre porta ai bambini piccoli doni legati ad un’antica tradizione, consistenti in sacchetti pieni di frutta secca e qualche mandarino.












