Oltre duecento bambini hanno partecipato ieri mattina alla manifestazione “Un dono per Santa Lucia” proposta da Aurora Calabrò e portata avanti da Adriana Calabrò e da Letizia Cangialosi, entrambe rappresentanti di classe. Soddisfatta della partecipazione la direttrice della scuola, Suor Teresa Margiotta, che ha ringraziato i numerosi genitori presenti.

Le suore vocazioniste di Canicattì, in occasione della ricorrenza di Santa Lucia, in collaborazione con le varie rappresentanti di classe dell’Istituto, hanno ricreato una rappresentazione per far conoscere ai bambini la storia di questa Santa e le tradizioni ad essa legate. In via Cirillo, sede della scuola, è arrivato un asinello carico di doni per tutti bambini. Lo scopo dell’iniziativa è stato quello di sottolineare il messaggio di Santa Lucia, esempio di spirito di carità cristiana, di rinuncia a se stessi in favore del prossimo.


I bambini hanno portato dei doni, prevalentemente generi alimentari, che saranno donati all’associazione San Vincenzo, che da anni si occupa dei più bisognosi. Ogni genitore, ha chiesto al proprio bambino, di rinunciare a qualcosa di proprio: un giocattolo, un vestito, qualche alimento da destinare ai bambini meno fortunati, il tutto con lo scopo di affiancare alla celebrazione di questa Santa, e al momento gioioso, un momento di riflessione e di impegno per creare l’occasione di una festa più sincera, semplice e lontana dagli aspetti consumistici che dominano il presente.

I bambini sono stati protagonisti, quale esempio di carità, donando qualcosa e ricevendo in cambio piccoli doni della tradizione. L’idea di celebrare Santa Lucia nasce dalla volontà di fare rivivere la tradizione del culto di una santa nata in Sicilia ma da questa quasi dimenticata.

La notte tra il 12 e il 13 dicembre i bambini aspettano l’arrivo di Santa Lucia che in sella ad un asinello e accompagnata da Gastaldo, porta doni ai bimbi buoni e getta cenere e carbone negli occhi di quelli cattivi. Ogni bambino, allo scopo di ringraziare la santa e il suo asinello dedica loro un piccolo dono: un po’ di latte, qualche biscotto, un pezzo di pane, delle arance o dei mandarini, in modo che si possano rifocillare al loro arrivo.