I residui di pena sino a diciotto mesi saranno trasformati in arresti domiciliari. È questo uno dei contenuti del decreto “svuota carceri” che ieri sera è stato approvato dal governo. In Sicilia il numero dei detenuti ammonta a 7800 di cui 6500 possibili fruitori del decreto, in quanto sono detenuti comuni classificati di “media sicurezza”. Il provvedimento non si estenderà né a chi è in carcere per reati più gravi, né a chi è stato sottoposto ad un regime particolare come il “41bis”. Nella Casa circondariale di Agrigento, nata nel 1997 per accogliere meno di 200 persone, ma che oggi ne contiene quasi 500, il decreto dovrebbe incidere sulla liberazione di una quarantina di detenuti, nell’arco dei prossimi mesi. Intanto quest’anno nel Petrusa si è registrato solo un suicidio. Si tratta di un romeno che risiedeva a Canicattì, mentre sono stati 14 i tentativi sventati in extremis, due in più rispetto al 2010. Gli atti di autolesionismo sono stati 51, 11 in più rispetto al 2010, al quarto posto in Sicilia dopo le carceri di Palermo e Siracusa. Secondo i numeri forniti dalla Uil polizia penitenziaria si sono registrate 3 aggressioni contro gli agenti in servizio, un numero nella media isolana, con 4 agenti al pronto soccorso. I detenuti che nel 2011 hanno invece deciso e attuato lo sciopero della fame, rifiutando il vitto concesso dalla struttura detentiva sono stati 122, nel 2010 furono 81.














