L’amministrazione comunale di Canicattì, ha iniziato una serie di controlli ai fini di chiarire la posizione Tarsu degli utenti canicattinesi. Dopo la sospensione del contratto con la Maggioli S.p.a., che in passato si è occupata della gestione di tutti i tributi comunali, adesso l’Ente pubblico ha deciso di essere aperta al dialogo per ciò che concerne una parziale riduzione delle maxi bollette della Tarsu.
La ditta esterna infatti, in questi anni di gestione ha innescato non poche polemiche con gli utenti che si sono visti recapitare bollette che in alcuni casi hanno sfiorato i 60 mila euro. In molte occasione infatti, le bollette arrivavano senza che nessun impiegato della Maggioli si fosse recato sul posto per i dovuti sopralluoghi e le misurazioni degli immobili su cui applicare le tariffe.
E’ il caso di un negozio di edilizia che si è visto recapitare una maxi bolletta da 60 mila euro che naturalmente non ha pagato ed ha iniziato un contenzioso legale. Il Comune adesso, ha deciso di attuare una sorta di patteggiamento pur di recuperare gli importi relativi alla tassa sui rifiuti solidi urbani. Si stanno cercando una serie di soluzioni che non penalizzino le categorie più esposte, come ad esempio i commercianti. Più volte gli esercenti hanno chiesto un condono, anche parziale, delle cifre da pagare.














