Il tribunale di Agrigento (presieduto da Franco Messina)ha assolto il sindaco di Licata, Angelo Graci, l’ex assessore Tiziana Zirafi, l’ex vicepresidente del Consiglio comunale, Nicolò Riccobene e l’impresario di spettacoli Carmelo Napolitano di Gela, accusati di corruzione. Di diverso avviso era stata la Procura della Repubblica di Agrigento, che aveva chiesto la condanna di tre anni e sei mesi di reclusione per tutti gli imputati. Secondo l’accusa il primo cittadino e gli altri due amministratori avrebbero intascato una tangente, in cambio dell’assegnazione di un appalto all’impresario Carmelo Napolitano, per uno spettacolo musicale realizzato in occasione della festa patronale dedicata a Sant’Angelo. La Procura della Repubblica ora aspetta il deposito delle motivazioni della sentenza per valutare se proporre appello o meno. Graci presente in aula al momento della lettura della sentenza, è apparso commosso e sollevato, con lui tra i banchi anche l’intera Giunta comunale di Licata.Era il 24 novembre del 2009, quando la procura di Agrigento aveva ordinato l’arresto ai domiciliari del sindaco Graci. Dopo alcuni giorni, il giudice aveva deciso di rimettere il sindaco in libertà, ma con il divieto di soggiorno a Licata. In tutto questo tempo Graci è rimasto in carica. Ha preso in affitto un appartamento a San Leone, e da lì ha esercitato le funzioni.














