Sarebbe di matrice dolosa l’incendio che la notte scorsa ha distrutto l’azienda “Centro imballaggi” lungo la strada statale 115, alle porte di Licata. La ditta si occupa della produzione di cassette in plastica, dell’imballaggio e il confezionamento della frutta. Intorno alle mezzanotte ignoti avrebbero appiccato le fiamme sia all’esterno, che all’interno del capannone. Per spegnere le fiamme sono intervenute diverse squadre dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento e dei distaccamenti di Canicattì e Licata. Le operazioni dei pompieri sono state difficoltose perché all’interno del fabbricato erano custoditi materiali altamente infiammabili di ogni genere: carta, legno, cartoni, cassette e bobine di nastro in plastica. L’intervento è andato avanti per circa dieci ore e soltanto questa mattina l’incendio è stato completamente domato. Capannone e merce sono andati completamente distrutti. Il fuoco ha divorato attrezzature, macchinari e due camion parcheggiati all’interno della struttura. Le cause sono ancora al vaglio dei Carabinieri della compagnia di Licata e dei Vigili del fuoco, ma dopo i rilievi sembra quasi certa l’origine dolosa del rogo. L’attività del Centro imballaggi è compromessa. Da una prima stima, i danni ammontano a circa 900 mila euro. Aperta un’inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Agrigento.

Sempre nella notte è stata data a fuoco la saracinesca di un negozio di abbigliamento, di proprietà di Francesco Rendani, 65 anni, in via Vittorio Emanuele. Le fiamme si sono spente da sole, provocando lievi danni. Sugli episodi indagano i carabinieri della compagnia locale. Non è esclusa la pista del racket delle estorsioni