Nell’ultima Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana è stato pubblicato il decreto che impone la chiusura dei punti nascita in molti ospedali siciliani. Verranno cancellati 28 punti nascita, ma i direttori generali delle aziende avranno tempo fino al 30 giugno per proporre eventuali deroghe alla chiusura dei reparti con meno di 500 nascite all’anno destinati alla chiusura che gravitano in zone montane o disagiate. Il decreto era stato stoppato a settembre a causa delle proteste dei sindaci di alcuni comuni, a questo si è aggiunto il braccio di ferro tra la commissione sanità all’Ars e l’Assessorato alla Salute. Per pochi parti, è stato cancellato il punto nascite dell’Ospedale di Licata a favore del quale si sono schierati politici, associazioni e cittadini. Nella Gazzetta Ufficiale sono menzionati infatti solo 3 punti: Canicattì e Sciacca di primo livello, Agrigento di secondo livello. Nell’Asp di Agrigento l’attività è pari a 3.551 parti, calcolati quale valore medio degli ultimi 5 anni. Sempre per lo stesso criterio invece, nelle strutture private si stimano 153 parti. Ad Agrigento sono avvenuti 2.209 parti, 844 a Canicattì, e 651 a Sciacca. Il decreto dell’Assessorato alla Salute sottolinea che nei punti nascita soppressi sarà comunque garantita l’attività relativa all’assistenza alla gravidanza.