Grandissima partecipazione al fermo dei trasporti siciliano, organizzato da: Movimento dei Forconi, Consorzio Ctus, Aitras e Aias. Da ieri notte l’80% delle imprese di autotrasporto siciliane hanno fermato i propri automezzi nei piazzali e nei presidi istituiti in tutte la regione, dimostrando alle caste delle associazioni nazionali e ai politici la forza che esprime la categoria unita. Salvatore Bella, in una nota, dichiara: “Sono in giro  per la Sicilia da stanotte e non ho mai assistito ad un fermo con così entusiasmo e partecipazione, tanto sono sentiti i motivi del fermo. Anche l’opinione pubblica è al nostro fianco e condivide le nostre problematiche, incoraggiandoci a non mollare e far valere i nostri diritti. Il fermo è iniziato stanotte e terminerà la mezzanotte del 20. Nel presidio di C.da Garcitella a Campobello di Licata, faremo in modo di manifestare senza creare disagi nei prossimi giorni. Un ringraziamento particolare va alle forze dell’ordine che si sono adoperate insieme a noi nel gestire la protesta e mantenere l’ordina pubblico“.

Lunghe code di automobili si registrano agli ingressi di diversi caselli autostradali siciliani che sono presidiati dagli autotrasportatori che aderiscono alla protesta. Presidi sono presenti a caselli della Catania-Messina, ma anche nel Messinese e nel Siracusano, dove auto private e autobus passano senza problemi, se non per i tempi di attesa. Non si registrano tensioni con le forze dell’ordine. Ieri a Catania è stata scattata la ‘corsa’ all’accaparramento di carburanti per i mezzi di trasporto, e diverse stazioni di servizio sono adesso chiuse perché hanno finito le scorte a disposizione.


Cinquecento persone, tra contadini, camionisti, artigiani e commercianti, stanno dando vita a Gela, in provincia di Caltanissetta, a una manifestazione di protesta organizzata contro la manovra finanziaria del governo Monti dal “Movimento dei Forconi” e dai sindacati degli autotrasportatori, Aias e Aitras contro la manovra finanziaria del governo Monti. Confcommercio, Confartigianato e Casartigiani del Golfo, che in un primo momento avevano aderito all’iniziativa, si sono dissociati, contestando i metodi organizzativi e la durata eccessiva dello sciopero. Un corteo ha attraversato le principali arterie cittadine e si sta per concludere all’incrocio tra via Butera e via Crispi, dove gli organizzatori illustreranno in un comizio i motivi della loro lotta. Alle porte di Gela, intanto, si organizzano alcuni presidi dei dimostranti, che non bloccano il traffico ma lo rallentano notevolmente, causando disagi agli automobilisti. Lo sciopero potrebbe inasprirsi nei prossimi giorni con il blocco totale del traffico pesante da e per Gela.

Nell’Agrigentino sono operativi dalla notte scorsa i blocchi di protesta del Movimento ‘Forza d’urto’. I blocchi, pacifici, stanno creando disagi alla circolazione ma non particolari tensioni con le forze dell’ordine. Tra Agrigento e Caltanissetta stanno interessando la “Rotonda Giunone” alle porte della Città dei Templi, lungo la SS 640 Ag-Cl, in contrada Gargitella, vicino a Campobello di Licata, sulla SS 123 Canicattà-Licata, la zona dell’hotel Ventura, sulla SS 640 alle porte di Caltanissetta, il bivio di Capodarso, tra Caltanissetta ed Enna, e la zona di ‘Ponte Olivo’, tra Niscemi e Gela. Altri interessano la zona della raffineria di Gela.

Da oggi diversi studenti parteciperanno alla manifestazione siciliana, che ha tutte le carte in regola per diventare un momento di rinascita sociale ed economica con la solidarietà della gente, da ormai diversi decenni non si aveva più un rapporto di solidarietà trasversale tra le diverse componenti sociali.

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Di altro tenore le dichiarazioni della Fita-Cna: “Il fermo dell’autotrasporto in Sicilia proclamato da alcune sigle per cinque giorni ci sembra inopportuno e dannoso”. Salvatore Bonura, segretario regionale della Fita-Cna (l’associazione degli autotrasportatori della Confederazione nazionale dell’artigianato) esprime il suo dissenso sull’iniziativa dei colleghi.
Inopportuno  perché l’11 gennaio scorso, in occasione dell’incontro al ministero tra le associazioni dell’autotrasporto e l’esecutivo, sono stati assunti impegni precisi in ordine al recupero da subito delle accise del 2011 e alla possibilità di recuperare trimestralmente quelle che matureranno nel 2012; alla conferma delle risorse finanziarie per il settore (400 milioni di euro destinate alle spese non documentate,al bonus ambientale,alla riduzione dei premi Inail, alle aggregazioni e alla formazione); alle tariffe minime di sicurezza (al riguardo il governo ha detto che la legge va applicata e che provvederà a correggere i difetti); a una diversa regolamentazione dei divieti di circolazione che attualmente penalizzano gli autotrasportatori; alle assicurazioni, e a questo proposito il governo ha già inviato sue lettere all’Antitrust e all’Ania affinché possano in tempi celeri eliminare cartelli che allo stato vedono danneggiate le imprese“.
Per Bonura inoltre “il fermo in Sicilia è dannoso perché penalizza l’economia dell’Isola già particolarmente provata dal perdurare della crisi. Infine per quanto concerne le peculiarità territoriali chiediamo al governo regionale, se vuole dare una mano al settore, di prodigarsi per l’abolizione del ticket per l’attraversamento di Messina, per l’avvio dei lavori di adeguamento e ammodernamento della rete viaria, le cui condizioni attuali di criticità impongono agli autotrasportatori  tempi di percorrenza più alti e più consumo di carburante e di trasferire alla Crias le risorse per l’erogazione del credito agevolato destinato alle imprese di autotrasporto“.

Anche Paolo Uggè attacca la protesta siciliana e chiede alle forze dell’ordine di intervenire per tutelare gli autotrasportatori che vogliono lavorare: “Intanto oggi in Sicilia è partita la prima fase della “rivolta” indetta dal movimento dei forcon Aias e Aitras. Non è un fermo, anche se locale, delle imprese del settore. È una azione che mira a dare sfogo al malcontento e ad una situazione locale particolarmente pesante. Le imprese che operano a livello nazionale o internazionale che hanno i loro automezzi bloccati se chiedono di poter essere messi in condizione di circolare devono essere tutelati: Ammettere forzature sarebbe come omettere atti obbligatori.” e conclude “Se fosse sfuggito agli attenti tutori dell’ordine rammentiamo che da alcune dichiarazioni emerge che l’iniziativa è stata definita “l’inizio della rivolta”. Il che dovrebbe porre le questioni in un modo diverso e non derubricate ad azione sindacale di protesta degli autotrasportatori.”