Quarto giorno in Sicilia del blocco dei tir, proclamato dal movimento Forza d’urto, sigla che raccoglie i camionisti aderenti all’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, agricoltori riuniti sotto la sigla del Movimento dei forconi e pescatori che, da lunedì scorso, bloccano strade, ferrovie, porti, per protestare contro l’aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe autostradali. La benzina è ormai quasi introvabile in tutta l’isola, anche i generi di prima necessità cominciano a scarseggiare in alcuni centri, nei negozi salgono i prezzi di frutta e verdura, gli scaffali nei supermercati si svuotano.

Oggi il presidente Lombardo e i Prefetti incontreranno a Palazzo d’Orleans a Palermo le Associazioni dei manifestanti per cercare di sbloccare la situazione. In una nota stampa fatta pervenire alla nostra redazione, Salvatore Bella presidente dell’AITRAS dichiara: “Lombardo e la Regione Sicilia non possono fare nulla per risolvere i problemi perché non ne hanno i poteri. Chi deve intervenire è il Governo Nazionale e l’Unione Europea. L’assessore regionale Pier Carmelo Russo ieri ha dichiarato che si sarebbe attivato subito insieme al collega D’Antrassi per portare avanti alcune soluzioni per i trasportatori: in qualità di Vicepresidente regionale della Consulta dell’autotrasporto ho più volte sollevato i medesimi problemi per cui oggi i siciliani stanno manifestando, suggerendogli anche le soluzioni da adottare a livello nazionale ed europeo, l’ultimo verbale contenente questi argomenti è del febbraio 2011. Da allora l’assessore in questione per noi è stato solo un fantasma, mai più visto: l’altro ieri, ha rilasciato una dichiarazione a mezzo stampa con cui scarica la colpa al Sottosegretario del precedente Governo, Giachino. Se anche così fosse, perché non si è attivato a comunicare l’esito del suo intervento in seno alla Consulta? Perché la Consulta, che doveva essere convocata con cadenza mensile non è più stata convocata? Pensava forse che i problemi ce li inventavamo o vive su un altro pianeta? Voglio ringraziare le forze dell’ordine e le prefetture che stanno contribuendo attivamente a mantenere ordine nei presidi. Se dovessero sorgere nei presidi problemi di ordine pubblico, come atti di vandalismo, mancata osservanza delle norme sugli scioperi, saremo i primi a chiederne lo scioglimento, oltre che dissociarci da tali atti a condannarli. Al momento questo problema non c’è: tutti i partecipanti stanno portando avanti una battaglia in modo pacifico e civile, con la solidarietà di tutti i cittadini e questo non ha precedenti, segnale che tutti vivono comunque uno stato di difficoltà. Un ringraziamento va al Sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo, che ci ha appoggiato dal primo istante, quando ancora tutto era un’idea.


I blocchi stradali, che stanno fermando l’economia dell’isola, hanno avuto come primo effetto la presa d’assalto dei distributori di carburante, molti dei quali sono già a secco. Code interminabili si registrano alle pompe di benzina. A Catania il 95% delle aree di servizio è chiuso.

Ad Agrigento venti trattori di manifestanti che aderiscono alla protesta Nuovi vespri sono entrati in città. Dopo avere raggiunto prima piazza Vittorio Emanuele e poi piazzale Rosselli, hanno lasciato il centro per dirigersi nuovamente verso la Statale 189 per Palermo.

Tutti i distributori di benzina sono ormai chiusi, tranne quello del quadrivio Spinasanta e quello sulla statale 115, in territorio di Porto Empedocle. Le file di automobilisti davanti alle due aree di servizio sono chilometriche, le scorte si vanno assottigliando ed entro la giornata è probabile che finiscano. Presi d’assalto anche i supermercati: gli agrigentini – temendo che i blocchi stradali dei tir proseguano a oltranza – stanno facendo scorta di pasta e alimenti a lunga conservazione.

Dopo tre giorni di protesta in Sicilia si mobilitano anche gli studenti delle scuole superiori. Con un passaparola su facebook gli studenti siciliani hanno dato vita a un comitato di supporto alla protesta dei lavoratori, promuovendo per venerdì uno sciopero regionale in tutte le scuole. Gli studenti assedieranno pacificamente, in tutte le città siciliane, i palazzi del potere, “simbolo dell’incapacità della classe politica di difendere i legittimi interessi del territorio”. La protesta contro il caro-vita, generato soprattutto dall’aumento del costo della benzina e della pioggia di tasse imposte dal governo Monti, non riguarda soltanto lavoratori e categorie produttive ma anche gli studenti che stanno subendo più di tutti gli effetti della crisi economica.

I manifestanti, garantiscono l’approvvigionamento di carburante e altri prodotti  necessari a ospedali, forze dell’ordine, vigili del fuoco e per tutte le varie funzioni del pubblico servizio come previsto dalla normativa che regolamenta gli scioperi.