L’incendio divampato la notte tra il 26 e 27 gennaio scorso, all’interno del Centro comunale di raccolta, di Lampedusa, è stato appiccato da ignoti per intimidire la ditta Iseda di Agrigento, che si sta occupando della bonifica del sito. Nella stessa notte sono stati dati alle fiamme 3 cassonetti per la raccolta della spazzatura, di proprietà della stessa Iseda, collocati a pochi passi dal centro. La ditta agrigentina ha provveduto a denunciare i due fatti alla stazione dei carabinieri di Lampedusa. Informata anche la procura della Repubblica di Agrigento, che ha aperto un fascicolo contro ignoti. L’Amministratore delegato dell’Iseda, Pietro Alongi, preso atto circostanze, allarmato di quanto accaduto, ha fatto presente, che in coerenza con i chiari comportamenti tenuti dalla ditta nel passato, non esiterà minimamente a denunciare chi eventualmente pensasse di tentare estorsioni di qualsiasi tipo o richieste di denaro. L’Iseda si è aggiudicata la gara per la bonifica del Centro comunale di raccolta di Lampedusa, che in questi mesi ha fatto da ricovero di centinaia di relitti utilizzati dalle migliaia di migranti approdati lo scorso anno sull’isola più grande delle Pelagie. Proprio in questi giorni la ditta ha trasferito a Lampedusa, decine di mezzi pesanti, per iniziare i lavori. L’arrivo dei mezzi non è passato inosservato, e qualcuno con i due incendi ha voluto lanciare un messaggio inquietante. I carabinieri indagano e hanno potenziato i controlli.











