Nella tragedia della nave da crociera ‘Concordia’ è ipotizzabile una responsabilità del Ministero dei trasporti, così come è avvenuto nel caso della strage di Ustica. E’ quanto dice al sudmagazine.it, l’avvocato Daniele Osnato, legale della gran parte dei parenti delle 81 vittime decedute nel disastro del Dc-9 dell’Itavia del 27 giugno 1980. “Nel caso di Ustica – spiega il legale – in sede civile è stata accertata la responsabilità del ministero anche per l’omesso controllo della sicurezza del volo – nel caso della Concordia, si potrebbe ipotizzare l’omesso controllo della sicurezza nella navigazione perché è stato consentito l’esercizio di attività pericolose non impedendo quegli ‘inchini’ della nave da crociera in zone altamente a rischio”. Giorno 1 febbraio, intanto, davanti alla Corte d’Appello di Palermo il ministero dei Trasporti e quello della Difesa tenteranno di far ‘cancellare’ quella condanna al maxi risarcimento da 110 milioni di euro comminata anche per avere impedito l’accertamento della verità. Il mensile il Sud, in edicola da venerdì 3 febbraio in tutto il sud Italia, ma anche a Milano e Roma, svela tutti i dettagli della vicenda giudiziaria che sembrerebbe non essersi conclusa dopo quasi 32 anni. L’avvocato Osnato vede nella vicenda della Concordia molte similitudini con la vicenda di Ustica perché, a suo dire, “è già iniziato un già visto ‘gioco delle tre carte’ con tutte queste chiacchiere sul capitano Schettino. Si affannano tutti a gettare responsabilità su di lui e questo provocherà l’allungamento delle indagini prima di riuscire a capire di chi è veramente la responsabilità. Non è il pilota – dice l’avvocato Osnato – responsabile se la compagnia gli dice di fare ‘inchini’ per pubblicità e la Capitaneria di porto e le motovedette della Marina, che dovevano impedire queste attività pericolose, non lo fanno”.
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