Si riaccendono le speranze per i familiari di Maria Grazia Trecarichi, la donna originaria di Leonforte (Enna) dispersa nel naufragio della Costa Concordia, di riavere almeno la salma della congiunta. Il marito, Elio Vincenzi, è ancora in attesa di ricevere comunicazioni dopo che stamani sono stati individuati nella parte sommersa della nave i corpi di altri passeggeri. “Sto valutando se partire per la Toscana – dice Vincenzi – dipende tutto dalle notizie che avrò rispetto ad un possibile ritrovamento del corpo di mia moglie”. Intanto la famiglia di Luisa Virzì, l’amica con la qualeMaria Grazia era partita per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno, anche lei morta nel naufragio, sarà presente il 3 marzo a Grosseto per l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta a carico del capitano Schettino e degli altri ufficiali indagati per il naufragio. Il marito e le tre figlie della donna hanno infatti deciso di costituirsi parte civile al processo. Allo stato la Costa non ha avanzato alcuna proposta di risarcimento danni ai familiari delle vittime, contrariamente a quanto ha fatto per i superstiti.












