È una ricorrenza tragica il cui protagonista era ed è il lavoro sfruttato, sino all’uccisione della vita.

Ma, ormai, questa data, per i più, è finita nel calendario delle feste di una società in cui tutti i fatti della vita devono entrare nel carosello degli avvenimenti, degli eventi a sfondo puramente consumistico.


Persino quelli tragici come quelli di New York, dove persero la vita 129 operaie!

Ovunque in questi giorni si organizzano tantissime feste, ma non c’è in giro un solo invito a ricordare le origini di questa ricorrenza e che in quella fabbrica tre le 129 donne c’erano tre emigrate siciliane alle quali fu infranto il sogno americano e stroncato l’albero della vita.

Si chiamavano Maria Lauretti, Giuseppina Cammarata e Concetta Prestifilippo.

Nessuna fatalità ! Scoppiò un incendio nel palazzo e loro finirono carbonizzate perché il padrone li teneva chiuse a chiave per evitare che potessero lasciare il posto di lavoro!

Si dirà … cose di altri tempi !

Eppure, il 3 ottobre scorso, a Barletta,una palazzina pericolante è crollata su un maglificio, provocando la perdita della vita di quattro giovani operaie (Matilde, Giovanna, Antonella, Tina) che lavoravano in nero dalle 8 alle 12 ore al giorno, per 4 euro, per sopravvivere alla crisi, in un’azienda rivelatasi sconosciuta all’inps.

C’è da chiedersi:

come è possibile fare festa quando in questa provincia più ancora che nel resto della Sicilia e del Paese le donne pagano il più alto prezzo della crisi che, come un ciclone, si è abbattuta sul presente e sul loro futuro?

In casa sono state caricate di quell’assistenza a genitori anziani ed inabili, ai figli in tenera età, in seguito al prosciugamento da parte dello Stato dei fondi di sostegno alla famiglia e per i tagli, a forbice larga, delle politiche sociali comunali.

Nel mercato del lavoro, discriminate ed espulse, persino, da quello irregolare e nero, così come descritto, in questi giorni, dal report del Comitato Provinciale INPS presentato ai social media locali.

Prospettive zero, malgrado questa provincia abbia potenzialità più volte richiamate ma mai “sfruttate”. Mentre lo sfruttamento del bisogno di un lavoro, di un reddito minimo ha finito col rendere, eguali in negativo le donne native ed immigrate: tutte sfruttate!

Credo proprio che non ci sia nulla da festeggiare, ma da recuperare iniziative e lotte per una politica altra perché alla domanda “se non ora quando” non è pervenuta alcuna risposta… anzi!

E se “il nostro tempo è adesso” è oggi che dobbiamo impegnarci in tutti gli spazi della vita quotidiana affinché la parità delle opportunità, dei diritti nel mondo del lavoro siano parimenti riconosciuti e praticati: cosa che non è!

Salvina Mangione

Vice Presidente AUSER

La festa della donna è l’occasione per l’Assostampa di Agrigento di affermare la volontà e l’urgenza di istituire un Dipartimento delle Pari Opportunità. “Le giornaliste agrigentine – afferma Anna Maria Scicolone della Segreteria provinciale di Assostampa – costituiscono la parte più consistente della forza lavoro all’interno delle redazioni e nelle ampie fasce di precariato dell’editoria. Assai di rado, tuttavia, ricoprono ruoli di primo piano e non certo per incapacità o scarsa esperienza. L’instabilità del rapporto di lavoro – prosegue Scicolone –, in caso di gravidanza o nel periodo dell’allattamento, è spesso motivo di licenziamento o di sospensione dello stipendio. Scarse o nulle sono le garanzie contrattuali e le prospettive di crescita professionale e sempre in agguato è la minaccia del licenziamento. Inoltre, quanto più le giornaliste sono esposte con la loro immagine, tanto più sono costrette a subire discriminazioni di genere e atti gravemente offensivi o persecutori, che ne condizionano la carriera. Occorre, quindi, rimuovere gli ostacoli per far sì che la maggiore presenza femminile si traduca in un’analoga rappresentanza anche all’interno del sindacato: troppo bassa è ancora la partecipazione delle colleghe all’Assostampa. E’ invece urgente, per le donne del sindacato, acquisire maggiore forza: non è più derogabile, visto gli scarsi progressi compiuti in decenni di giornalismo femminile, promuovere azioni a sostegno dell’accesso alle carriere e della parità salariale, e a tutela del lavoro e dei criteri di selezione adottati nelle assunzioni.

Le giornaliste agrigentine – rileva la nota della segreteria – meritano il pieno riconoscimento, oggi, di essere il pilastro portante dell’informazione locale. E’ giunto il momento – conclude Anna Maria Scicolone – di conferire alla categoria con maggiore consapevolezza quel valore aggiunto che le donne sono in grado di rappresentare”.

Il 4 marzo scorso, al Palacongressi, nel corso dell’assemblea dei giornalisti, si è dato il via alla composizione dei dipartimenti, distinti per temi ed emergenze: tra questi, il dipartimento delle Pari Opportunità, di cui faranno parte alcune giornaliste agrigentine, che si occuperanno di portare avanti iniziative su “politiche di genere e mercato del lavoro nell’editoria”.

In occasione dell’ 8 marzo, si svolgera’ alle 18, “Donne creative”, incontro collaterale alla mostra “Artedonna” in corso all’Albergo delle Povere, inserita nel cartellone del “Circuito del mito” e promossa dall’assessorato regionale del Turismo, sport e spettacolo, con la direzione artistica del regista Salvatore Presti.

Interverranno, oltre alla curatrice della mostra Anna Maria Ruta e ad Antonietta Spataro che ha firmato uno dei contributi in catalogo, altre protagoniste della cultura e dell’arte palermitana.

Nei soli primi 10 giorni dall’inaugurazione, “Artedonna”, con i suoi 170 dipinti di 33 artiste, ha gia’ registrato piu’ di 3000 visitatori.

Anche l’associazione culturale MADRE TERRA parteciper_ al ricco calendario di eventi promosso dall’assessorato alle Pari Opportunit_ del Comune di Agrigento, in collaborazione con le associazioni provinciali, per valorizzare il contributo della donna nella società di oggi. In occasione della festivit_ della donna, l’associazione culturale MADRE TERRA proporr_ una serie di iniziative, con il coinvolgimento di varie associazioni e aziende.

Di seguito il calendario degli eventi proposti:

dall’8 marzo fino a sabato 10, dalle ore 17:00 alle 21:00, nei propri spazi espositivi in Piazza Purgatorio di via Atenea, l’associazione promuover_ varie attivit_ femminili e ci sar_ la degustazione di alcuni prodotti gastronomici, come succhi di frutta, marmellate e le pregiate arance Washington Navel di Ribera, in sacchetti di arance di 2,5 Kg forniti dal produttore agrumicolo riberese Paolo Ganduscio. Il ricavato della vendita verr_ devoluto in beneficenza. Le attivit_ femminili proposte negli stand saranno dedicate alla cura della bellezza della donna, con la partecipazione di Annamaria Riccobono, rappresentante di zona della Yves Rocher; per l’artigianalit_ femminile vi sar_ l’esposizione della ceramista Paola Bordenga e della designer di gioielli Daniela Bongiorno, che proporr_ propri gioielli fatti a mano.

Sabato 10 marzo, dalle ore 17 alle 21, sar_ presente presso il nostro stand Rita Venturini della Creazioni e Fascino di Roma, partner della Salvi International che metter_ a disposizione una propria campionessa con dimostrazioni per il progetto sul corso di micropittura di tre livelli, rivolto agli appassionati di arte, disegno e pittura. Alle ore 18:00 di sabato 10 marzo, a piazza Purgatorio in via Atenea, si terr_ una piccola kermesse dimostrativa di tango e flamenco offerta dall’insegnante di ballo Vita Simona.

Domenica 11 marzo l’evento clou, organizzato dall’Associazione Madre Terra in collaborazione con l’associazionismo locale e con il patrocinio dell’assessorato alla Pari Opportunit_, vale a dire la “Passeggiata tutta in rosa, contro ogni diversit_”, che avr_ inizio alle ore 10:00 a Porte di Ponte, attraverser_ la via Atenea fino a Piazza Pirandello e si chiuder_ a piazza Purgatorio, dove ci sar_ una piccola dimostrazione dedicata alle donne di KRAV-MAG_, arte di auto difesa femminile, a cura del maestro Emanuele Di Giovanni. Al termine della passeggiata verranno offerte gustose torte di pan di Spagna farcite con varie confetture di agrumi (limone, arance o mandarini), realizzate dal panificio Sant’Antonio di Maurizio Travale. Tra le tante associazioni, che parteciperanno alla passeggiata, ci sar_ anche l’associazione di Ribera Sos Democrazia.

L’invito a partecipare _ esteso a tutte le associazioni presenti sul territorio che hanno a cuore la tutela della donna e dei diritti umani.

La presidente Prov.le e consigliere nazionale dell’UCSI (Unione Cattolica della Stampa Italiana) Marilisa Della Monica insieme a tutti gli iscritti della sezione agrigentina in prossimità della Giornata della donna augurando alle donne della nostra Provincia e del nostro territorio di vedere ogni giorno riconosciuti i loro diritti e parità di trattamento si augurano che si ponga fine ad un “uso” del corpo delle donne, fatto frequentemente sui media non solo nazionali ma anche locali, lontano da quella che è la dignità che chiunque deve riconoscere al corpo delle donne ma, in primo luogo, alle donne stesse.

“Se la nostra società – scrive la presidente Della Monica – vuole solo ed esclusivamente lanciare un messaggio di donne dedite al bunga bunga, allo spogliarsi facile o ad utilizzare il loro corpo come merce per far soldi facili ci sono delle altre che lottano tutti i giorni affinchè le loro capacità non vengano esclusivamente considerate quelle fisiche o dentro una camera da letto. La bellezza è un dono di Dio per renderci la vita meno triste e non è certo quella che si fa mostrando natiche al vento o proponendo articoli a tutta pagina su tatuaggi maliziosi di nuove pin up”.

Ed in conclusione l’UCSI di Agrigento ringrazia le donne con le parole di Papa Giovanni Paolo II nella “Lettera alle donne” del 1995 “Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani”.

Con l’evento “Tutte le Voci del Rosa: donne libere di esprimersi” l’Amministrazione Comunale di Menfi vuole omaggiare tutte le donne, nel giorno dell’8 marzo e ricordare la munifica Rita Gallé, artista di fama internazionale che, con il marito Grigio Upiglio, ha donato una collezione d’arte contemporanea vanto della città.

Alla manifestazione che si terrà a Menfi alle ore 17,00, nei locali del centro civico polifunzionale, interverranno il medico estetico Giusy Carletto, la responsabile del CRESM Anna Maria Frosina, l’assistente sociale Caterina Di Lucia, la scrittrice Angela Maria Mistretta, l’assessore alla cultura Maria Margherita Ocello e l’imprenditrice Chiara Planeta.

Per l’occasione sarà presente Giorgio Upiglio, marito di Rita Gallè, il quale da sempre pensa di realizzare a Menfi una fucina di artisti all’insegna dell’arte grafica di cui Upiglio è maestro.

Alla serata, condotta dal giornalista Toni Fisco, parteciperanno, inomtre, la cantante Mariangela Valenti con il gruppo di musica popolare “Al Manzil” e Giusy Buscemi candidata alle finali regionali di Miss Italia 2012.

Per tutta la giornata dell’8 marzo 2012 saranno, inoltre, aperti i musei cittadini comprendenti la collezione d’arte Gallè – Upiglio esposta nel monumentale palazzo Pignatelli.

Le femministe sostengono che le donne sono superiori agli uomini. E, in effetti, le donne riescono a fare una cosa che nessun uomo è mai riuscito a fare: i figli. Riuscire a trasformare due semplici, microscopiche cellule in un essere umano che nel tempo diventerà un uomo, magari uno statista o forse uno scienziato o un genio, è sicuramente una cosa eccezionale, una capacità positiva che ha qualcosa di miracoloso se non addirittura di divino. Tutti abbiamo visto le foto di una madre felice con il suo neonato dopo una lunga gestazione o magari dopo un parto travagliato. Quella felicità estatica è l’espressione più completa e superiore della femminilità. Un seno mostrato non per vanità, non sbattuto in faccia ai maschi per fini libidinosi o di seduzione, ma che finalmente si riappropria della sua meravigliosa funzione primigenia di nutrire la prole. La capacità che hanno le donne di procreare implica da parte nostra, ossia degli uomini, un debito di riconoscenza e di gratitudine senza limiti nei loro confronti.

Ma il ruolo delle donne non finisce qui. Esso continua con l’allevamento e con l’educazione dei figli fino all’età adulta. E’ questo un compito non importante ma fondamentale non solo per la famiglia ma per la società tutta. Dall’educazione impartita dipenderà infatti la formazione dei futuri uomini, da essa dipenderà se un giorno avremo uomini virili o “bamboccioni”,  uomini decisi e forti oppure individui indecisi e codardi. In definitiva le donne gestiscono un potere immenso dal quale dipende se la nostra futura società sarà migliore o peggiore.

Più che di superiorità però, a mio avviso, bisognerebbe parlare di specificità, ossia di qualcosa di connaturato, ossia di programmato dalla natura. Ma, allora, se la loro meravigliosa natura è questa perché mai stravolgerla, perché violentarla, perché trasformare le donne nella malriuscita parodia degli uomini?

Per esempio il caso delle donne soldato. Le donne sono nate, sono fatte per dare la vita non per toglierla. La violenza, la capacità di dare la morte appartiene, da sempre e purtroppo, agli uomini ed è sicuramente una dote negativa. Non che le donne non siano capaci di sparare, di guidare un camion o addirittura un aereo, così come un uomo può benissimo cucinare o cambiare i pannolini al proprio figlio. Ma si tratta, pur sempre, di forzature, di andare contro natura.
Non dimentichiamo mai che le eccellenze si realizzano nelle proprie specificità ossia quando si utilizzano, quando si esaltano al massimo le proprie doti naturali.
La competizione tra uomini e donne è concettualmente sbagliata. Tra i due sessi deve prevalere la collaborazione, la complementarietà, la solidarietà. Se proprio non si può fare a meno della competizione ebbene che si crei il festival dei bambini più belli.

Appello alle donne, specie a quelle più giovani: non andate dietro a miti falsi ed effimeri che vi umiliano e vi rendono simili a oggetti, non fatevi illudere dai venditori di fumo, costruite la vostra vita sulle solide fondamenta di una famiglia. Non siate egoiste, create voi stesse qualcosa di bello, trasferite la vostra bellezza ai vostri figli.
Ricordate: un giorno la vostra bellezza sfiorirà ma un figlio vi sarà sempre grato per averlo messo al mondo.

Salvo La Valle

Nota stampa Arci Gay Sicilia: Martine, Estelle e Léonie verranno processate proprio l’8 marzo a Ambam, in Camerun, per omosessualità. Tre giovani donne sotto i trent’anni, che secondo l’articolo 374 bis del codice penale rischiano fino a 5 anni di carcere non per aver commesso un crimine, ma perché si innamorano di altre donne.

Una di loro è sposata, e se riconosciuta colpevole sarebbe anche obbligata a divorziare a proprie spese e a non vedere mai più i propri figli. Martine, Estelle e Léonie sono difese da Me Alice Nkom, presidente de l’Association de défense de l’homosexualité (Adefho), che rileva come l’art. 374 bis sia “illegale, irregolare e viola i diritti fondamentali e di libertà degli accusati”. Gli arresti per omosessualità si sono moltiplicati negli ultimi mesi in Camerun, e a Douala, la capitale economica del Paese, si segnalano numerosi casi in cui donne giovanissime vengono espulse da scuola perché sospettate di essere lesbiche. Poco più di un anno e mezzo fa, la Chiesa Cattolica del Camerun ha minacciato di organizzare una grande marcia per impedire al Parlamento di ratificare il protocollo di Maputo sui diritti della donna africana, che difendendo il diritto di scelta in materia di sessualità avrebbe incoraggiato l’omosessualità (!)

Oggi la nostra associazione non festeggerà, perché troviamo che non ci sia nulla da festeggiare. Aspetteremo l’esito dell’udienza, per Martine, Estelle e Léonie, sperando in un domani migliore per le donne africane e un domani di libertà per le lesbiche di tutto il mondo.