È dell’8 febbraio scorso l’ultima seduta del Consiglio Comunale di Canicattì, anche se le delibere che, per legge, devono essere pubblicate sul sito ufficiale dell’ente, sono ferme al novembre del 2011. Non c’è una cadenza fissa per convocare i lavori e, considerata l’austerity, risparmiare sui gettoni di presenza non è un male per le casse comunali. Purtroppo però dallo scorso mese rimangono inesitate varie interrogazioni consiliari che debbono essere discusse, così come recita il relativo regolamento comunale, “entro 20 giorni dalla presentazione al protocollo generale del Comune”. Eppure dall’ultimo Consiglio Comunale si è riunita più di una conferenza di capigruppo e poi, come se non bastasse, ci sono 2 richieste di convocazioni straordinarie e urgenti che riguardano temi di stringente attualità sui quali le Istituzioni hanno il dovere di pronunciarsi prima che sia troppo tardi. Si tratta di prendere una posizione contro la chiusura della sede distaccata del Tribunale a Canicattì e della crisi dell’agricoltura, in contrasto alla quale il Movimento dei Forconi ha fatto approvare ad altre assemblee cittadine la propria piattaforma rivendicativa. Dall’ultima conferenza dei capigruppo al Consiglio Comunale di Canicattì comunque arrivano buone nuove. Pare infatti che nuovi lavori consiliari siano stati fissati alla fine della prossima settimana. Il problema di fondo comunque risiederebbe in un non proprio idilliaco rapporto tra il presidente Mimmo Licata e gli uffici comunali, chiamati ad istruire l’iter per la convocazione delle sedute, e non solo. Licata si è da poco espresso in maniera netta contro i salari accessori riservati ai dirigenti, fondi che potrebbero essere dirottati su altre priorità. Una posizione questa, la prima di una serie di osservazioni critiche, che lo starebbe allontanando dall’amministrazione comunale. Forse alla vigilia della crisi del settimo anno. Battute a parte, il presidente del Consiglio Comunale è uno di coloro che hanno chiesto una riunione di maggioranza. Anche questa è slittata più volte per varie iniziative di rappresentanza che si sono susseguite in questi giorni, ma dopodomani arriverà il momento dei chiarimenti interni.