– Non è la prima volta che un palazzo storico siciliano mostra i segni del tempo, ma a Naro la questione del Municipio è diventata terreno di scontro politico. Il gruppo consiliare di opposizione Uniti per Naro ha denunciato lo stato di degrado dell’ex convento francescano, sede del Comune. L’Amministrazione comunale ha risposto con durezza, definendo i critici “pompieri del giorno dopo”.
In un lungo comunicato, la maggioranza sottolinea che le criticità strutturali del Palazzo di Città non sono emerse nel 2024, ma sono il risultato di decenni di incuria. Quando si è insediata, quasi due anni fa, l’attuale Amministrazione ha trovato un immobile segnato da infiltrazioni, umidità, infissi deteriorati e problemi di manutenzione straordinaria mai affrontati.
«Per anni non è stata eseguita alcuna manutenzione straordinaria. Per anni non è stata programmata una seria opera di recupero», si legge nel documento. Recuperare integralmente l’edificio richiederebbe milioni di euro, una somma difficile da sostenere per un Comune uscito da poco dal dissesto finanziario.
Chi ha denunciato per primo le criticità?
L’Amministrazione ribalta la narrazione dell’opposizione: le criticità non sono state scoperte dai consiglieri di minoranza, né segnalate dal Prefetto o emerse da articoli di giornale. È stata proprio l’Amministrazione comunale a prendere l’iniziativa, inviando formale richiesta di intervento straordinario al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, agli Assessorati regionali, al Prefetto di Agrigento, alla Protezione Civile Regionale e al Libero Consorzio Comunale.
L’Ufficio di Gabinetto di Schifani ha sollecitato riscontri, mentre la Protezione Civile Regionale, visionando la documentazione fotografica inviata dal Comune, ha confermato che il degrado è frutto di «anni e anni di mancata cura e assenza di investimenti».
La polemica sul documento interno
Un aspetto ritenuto particolarmente grave dall’Amministrazione riguarda il fatto che il gruppo Uniti per Naro sia entrato in possesso di un documento di carattere interno, indirizzato esclusivamente al Sindaco. L’Amministrazione annuncia verifiche su come sia stato possibile ottenere e diffondere un atto non destinato alla pubblicazione, riservandosi di valutare l’accaduto nelle sedi competenti.
La differenza di approccio
Il comunicato traccia una linea netta tra due modi di fare politica:
• Da una parte chi, secondo la maggioranza, si limita a indignarsi sulle macerie e a scrivere comunicati stampa;
• Dall’altra chi, pur tra mille difficoltà economiche, denuncia i problemi, li documenta e cerca risorse presso gli enti superiori per risolverli.
«Noi non abbiamo nascosto la polvere sotto il tappeto. L’abbiamo mostrata, fotografata e trasmessa agli enti competenti. E continueremo a farlo», conclude l’Amministrazione, rivendicando il ruolo di chi prova a “costruire” piuttosto che quello di chi interviene solo a crisi avvenuta.