La Procura di Agrigento ha presentato ricorso contro la concessione degli arresti domiciliari a Maria Pia Piazza 44 anni, di Canicattì arrestata nell’ambito dell’operazione Panis, condotta dai carabinieri nel settembre del 2011. L’istanza è stata inoltrata, dal Pubblico Ministero del procedimento, Luca Sciarretta alla Corte Cassazione è sarà discussa il prossimo 20 maggio. A concedere gli arresti domiciliari alla donna, finita in manette insieme ad altre 22 persone nell’ambito di una inchiesta antidroga erano stati nel novembre del 2011 i giudici del Tribunale della Libertà di Palermo su richiesta del suo legale di fiducia l’avvocato Diego Giarratana. Gli spacciatori, secondo l’accusa, operavano in due gruppi: uno tra Canicattì e Racalmuto, con a capo proprio Maria Pia Piazza, 44 anni, di Canicattì, e Giuseppe Lo Cicero, 31 anni, di Asti, ma residente a Racalmuto; l’altro a Serradifalco , Aragona e Grotte, dove a gestire lo spaccio ci avrebbe pensato Lillo Lodato, alias “Luigi”, 30 anni, di San Cataldo. L’attività investigativa era partita nel 2010 . Testimonianze, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, sequestri di stupefacente non solo nei confronti degli indagati ma anche di alcuni assuntori “clienti”, così i carabinieri di Agrigento sono arrivati all’operazione antidroga denominata “Panis”.La droga arrivava da grandi centri della Sicilia e da altre città oltre lo stretto. Sarebbe stato Lo Cicero più volte ad approvvigionarsi di cocaina e hashish, che cedeva a piccoli pusher locali, per soddisfare le esigenze di una clientela numerosa. . Poi negli anni e durante la durata delle indagini sono stati tantissimi i sequestri di cocaina, hashish ed altra roba che arrivava nell’agrigentino da città come Palermo, Catania, ma anche da Napoli, Pescara. A volte erano gli stessi spacciatori a rifornirsi di sostanze stupefacenti effettuando trasferte con auto proprie, in treno in pullman. Tanta è stata la droga sequestrata ai componenti del gruppo negli anni.
Carmelo Vella













