Venerdì 23 marzo alle ore 18,30, presso la Biblioteca Municipale di Palma di Montechiaro, l’Assessore alla Cultura, avv. Giuseppe Vinciguerra, la Direttrice della Biblioteca, dott.ssa Provvidenza Maria Mogavero e dott.ssa Graziana Maniscalco, direttore artistico del CTS Centro Teatrale Siciliano, presenteranno, alla cittadinanza e alla stampa, la rassegna di teatro e di cultura, Teatri Corsari.

A seguire, verrà proposta la lettura drammatizzata del romanzo/documento storico di Leonardo Sciascia Morte dell’inquisitore, a cura di Graziana Maniscalco, primo appuntamento della rassegna.


La programmazione è rivolta a fasce estese di spettatori ed è distinta in sezioni: Novecento Siciliano, quest’anno dedicata al romanzo/documento Morte dell’inquisitore di Leonardo Sciascia, in un progetto di ricerca storica che coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori; la rassegna nazionale di drammaturgia contemporanea con spettacoli che hanno riscosso in Italia i favori del pubblico e della critica; bìblos, iniziativa che rientra a pieno titolo tra le manifestazioni nazionali La settimana della Cultura e Il maggio dei libri.

La rassegna rientra in un ampia programmazione regionale del CTS, quale Circuito Teatrale della Sicilia, che da gennaio a giugno 2012 coinvolgerà circa 30 comuni delle nove provincie siciliane con la proposta di oltre 70 spettacoli teatrali di 10 compagnie italiane del teatro di innovazione e di drammaturgia contemporanea. Il CTS, inoltre, nella circuitazione regionale, dedica particolare attenzione all’attività teatrale destinata all’infanzia e alla gioventù: la programmazione di Palma di Montechiaro rientra anche in questo filone di attività.

venerdì 23 marzo – ore 18,00

Biblioteca Comunale

PRESENTAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE alla stampa e alla cittadinanza

a seguire

MORTE DELL’INQUISITORE

dal romanzo/documento di Leonardo Sciascia

a cura di Nino Romeo

con Graziana Maniscalco

con il patrocinio di Fondazione Leonardo Sciascia

Con dovizia di informazioni e documenti storici, Sciascia ripercorre le tappe della vita di fra’ Diego La Matina, racalmutese, condannato dal sant’uffizio per eresia, “eresia sociale e di pensiero piuttosto che teologica”, come dice l’autore. Ed è un racconto di grande passione civile, un omaggio di Sciascia alla sua città e alla sua terra: un atto di accusa contro tutte le istituzioni di oppressione e le torture, fisiche e psicologiche che ne conseguono. E nel quadro storico dominato dall’oscurantismo spicca la figura di fra’ Diego, uomo di “tenace concetto”.