La protesta continua e assume toni più gravi, perchè gli agricoltori non sono intenzionati ad aspettare oltre. “Da qui al 28 maggio, giorno del fermo nazionale dei tir, decideremo il da farsi e non è escluso che bloccheremo la Sicilia. E se parte la Sicilia, faremo in modo che parta tutta l’Italia”. Il leader del Movimento, Mariano Ferro, ha sottolineato: “Il ministro Cancellieri deve dirci come fa a mandare l’esercito per sopprimere alla gente che protesta perchè non ce la fa a vivere, mentre in Italia parlano solo di finanziamento dei partiti”.
Ieri i Forconi si sono riuniti davanti alla Camera di Commercio di Ragusa dove hanno bruciato le partite Iva, un gesto di solidarietà verso tutti gli imprenditori in difficoltà in ogni parte d’Italia.
“Se il ministro Cancellieri vuole sopprimere la protesta con la forza – ha evidenziato Ferro – noi siamo pronti a sfidare anche lo Stato. Napolitano dice che chi è evasore non merita di essere italiano: bene, noi siamo evasori per necessità – ha continuato il leader dei forconi – e ci sentiamo lo stesso italiani ma prima ancora siciliani bistrattati abbandonati da tutti”. “Vogliamo far sì che i siciliani siano d’accordo con ciò che faremo e se c’è da fare la guerra civile -ha annunciato Ferro – noi siamo pronti, non abbiamo più niente da perdere”.
Ferro ha poi anticipato che “domani mattina alle 10.30 saremo dal prefetto di Catania e, contemporaneamente chiederemo un incontro anche a quello di Palermo perchè vogliamo dire a loro che qui sta per scoppiare di nuovo la rivoluzione. Dall’agricoltura alle aziende commerciali, in Sicilia, siamo tutti in ginocchio. Ci dovremo per caso suicidare tutti? Intanto -ha concluso- in Italia si parla solo di finanziamento dei partiti…”.

















