Davanti al Gip del tribunale di Milano, Alfonsa Maria Ferraro, i fratelli Antonio, Davide e Gaetano Vivacqua, figli di Paolo, imprenditore originario di Ravanusa e da tempo trasferito a Desio, dove è stato ucciso a colpi di pistola il 14 novembre scorso, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I tre imprenditori, assistiti dall’avvocato Ignazio Valenza, vogliono conoscere al meglio le accuse a loro carico e, di concerto con il loro avvocato, sceglieranno la strategia processuale da applicare. Per loro l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, frode fiscale, riciclaggio e una serie di reati finanziari.












