Il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo si è presentato davanti ai deputati dell’Assemblea regionale per riferire sulla vicenda giudiziaria in cui è coinvolto, con la Procura di Catania che, su ordine del gip, ne ha chiesto il rinvio a giudizio (udienza il 9 maggio) per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, reati contestati anche al fratello Angelo, parlamentare nazionale del Mpa.
“È fin troppo chiaro che non intendo giudicarmi nè assolvermi, non mi compete, non compete a noi ma alla magistratura, cui dobbiamo rispetto assoluto, ma nelle risultanze di questa lunga indagine non sussiste un video, un contatto illecito, non una relazione di servizio, non una telefonata, non un solo fatto, nè un patto di scambio, o favore, un procurato vantaggio che mi leghi alla criminalità organizzata o provi una mia responsabilità. Il mio Governo non è sfiorato da un solo sospetto, ad onore e vanto della Sicilia, mentre in altre regioni ci sono governi fiorati da più di un sospetto” ha detto il presidente Lombardo.
“Mancano i presupposti minimi perché si configuri il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, non ho avuto contatti e rapporti di nessun tipo”, ha aggiunto Lombardo. “Non sono un garantista ma la si smetta con la barbarie strumentale di invocare le dimissioni prima che si decida se ci sarà un processo, mi dimetterò comunque prima che un verdetto venga pronunziato. Scelta che farò per la stima del Governo e di tutti voi”.
Lombardo ha ribadito l’idea, espressa nei giorni scorsi, di differenziare il voto delle regionali da quello delle politiche (entrambe le tornate sono previste per la prossima primavera). “In Sicilia si anticipi il voto all’autunno prossimo. Intanto è nostro dovere continuare a lavorare. Far coincidere le date comporterebbe un’omologazione, che andrebbe nella direzione opposta a quella intrapresa con il processo riformista e autonomista”, ha concluso Lombardo.
Dure le reazioni dei deputati dell’Assemblea regionale nel corso del dibattito al Parlamento dopo la relazione del presidente della Regione sulla sua vicenda giudiziaria.
Per il capogruppo del Pd all’Ars, Antonello Cracolici, “le dimissioni sono un fatto tecnico, oggi la notizia è che certamente i siciliani saranno chiamati a eleggere il nuovo presidente della Regione in autunno. La data delle elezioni la fissa la giunta e comunque mi sembra una discussione capziosa, perché tecnicamente le elezioni non si possono fare subito. Se qualcuno le vuole domani lo fa solo per propaganda: la prima data utile sarebbe agosto, ma credo che non si possa tenere in considerazione. Oggi discutiamo quando andare al voto, domani con chi andarci e solo dopo chi dovrà guidare la giunta, perché come si sa la gattina frettolosa fa i cattini ciechi”.
Il deputato regionale Giuseppe Lupo, segretario del Pd in Sicilia, sulle dichiarazioni di Lombardo sul voto anticipato: “Le elezioni regionali si devono svolgere in autunno a prescidere dalle politiche, ma riteniamo necessario presentarsi con alleanze coerenti rispetto al quadro nazionale e lavoreremo per questo. Ci auguriamo che la nuova fase politica veda insieme, se ce ne saranno le condizioni e noi speriamo di sì, le forze progressiste, moderate e autonomiste in grado di assicurare le riforme. Lo diciamo da giugno scorso, le elezioni anticipate servono a rafforzare l’azione del governo”.
“Presidente Lombardo, se ne vada, si dimetta subito, liberi la Sicilia prima che la Sicilia in un modo o in un altro si liberi di lei”, ha detto il vice presidente del gruppo Pid dell’Ars, Totò Cordaro.
“Presidente Lombardo, lei si dimetterà solo quando avrà raggiunto l’intesa col Pd per le elezioni regionali e le politiche. Tutto il resto è fumo. Lei ha fallito su tutto e ci saremmo aspettati le sue dimissioni già a gennaio, subito dopo l’incontro col premier Monti, che come ha raccontato il presidente Cascio che era presente, le ha fatto fare anticamera”, ha commentato il deputato questore Giovanni Ardizzone (Udc).
Per il deputato regionale Salvatore Pogliese (Pdl), “Lombardo dimettendosi farebbe un ottimo servigio alla Sicilia”.

















