Al Politeama è il giorno di Massimo Costa e della convention con i leader dell’area di centro destra che appoggiano la sua candidatura alla poltrona di sindaco di Palermo. In prima fila c’è il segretario del Pdl Angelino Alfano. “Palermo è Palermo, una splendida città. E il nostro obiettivo è che ritorni a essere grande e a essere governata con esperienza e entusiasmo da un giovane in gamba, come Massimo Costa. I laboratori o i non laboratori lasciamoli ai politologi e non ribaltiamo su scala nazionale questioni locali”.

Alfano non parla di alleanze di governo in chiave nazionale perchè “durante la campagna elettorale per le amministrative è bene non parlarne. È un tema che affronteremo dopo”. E sulla legge elettorale afferma che “daremo il nostro apporto ad una proposta che restituisca ai cittadini il diritto di scegliere il proprio parlamentare senza togliere loro la possibilità di scegliere il presidente del consiglio”.


Per il nuovo leader del Pdl, per risollevare l’Italia, “occorre una ricetta che abbia come ingredienti meno tasse, meno spesa, meno debito. Il Paese non può sopportare un’ulteriore tassazione. È grave che vi sia evasione ed è gravissimo che vengano dilapidate le risorse pubbliche che provengono da chi le tasse le paga”.

“Vogliamo che non vengano appesantite le procedure, le regole e le pratiche che riguardano le assunzioni. Abbiamo la preoccupazione che gli imprenditori, i commercianti e gli artigiani di fronte a regole complicate e a appesantimenti e gravami ulteriori, invece che alimentare l’occupazione tirino il freno a mano, rallentando l’occupazione e sviluppo del Paese”.

Alfano ha pure annunciato che il Pdl presenterà una proposta di legge che preveda “la possibilità per gli imprenditori che vantano crediti verso lo Sato di non pagare le tasse fino all’ammontare del loro credito”. Proposta già presentata come emendamento a diversi ddl del governo e sempre respinta dell’esecutivo, che ha debiti per 70 miliardi verso le imprese. Questa proposta, come le parole sull’Imu, hanno suscitato la reazione positiva degli imprenditori, con Confedilizia che ha chiesto ad Alfano di passare dalle parole ai fatti, “impedendo che nell’ambito del ddl lavoro, si porti dall’85% al 95% la tassazione sui canoni d’affitto”.