Annullata dal Tribunale della Libertà la seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del tribunale di Palermo, nei confronti di Vincenzo Nicotra, 34enne elettricista di Campobello, finito in carcere con l’accusa di detenzione e possesso di circa 2.000 mila filmati pedopornografici nell’inchiesta della polizia postale di Palermo denominata “Fabulinus”.
La nuova ordinanza aveva chiamato in causa l’elettricista per rispondere di “divulgazione” di materiale pedopornografico, reato contestato dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta che ha inviato gli atti a Palermo per competenza.
In sostanza a Nicotra, nella prima ordinanza veniva contestata la detenzione di video pornografici con minori, mentre nella successiva, anche di divulgazione.
Ma i legali di Nicotra, gli avvocati Salvatore Manganello e Francesco La Verde, entrambi di Campobello di Licata, si sono rivolti al Tribunale del Riesame per chiedere l’annullamento dell’ordine di arresto, spiegando ai giudici che l’uso di “E-mule” deve presupporre la consapevolezza quando si tratta di condividere dei video, che nel caso di Nicotra non c’è stata.
Così i giudici del Riesame, Gamberini, Costantino e Scaduti, hanno accolto le tesi degli avvocati Manganello e La Verde ed hanno annullato l’ordine di arresto. Nicotra comunque resta in carcere per la prima ordinanza di custodia aggravata dall’aver violato i domiciliari.
Paolo Picone














