Festa nel comitato elettorale di Orlando, che secondo i dati provvisori dello scrutinio delle amministrative è in netto vantaggio a Palermo nella corsa alla poltrona di sindaco. Il candidato è arrivato e ha fatto segno di vittoria con le dita: “E’ un successo strepitoso, l’avete capito che sono sindaco? Per diventare giovani, ma giovani veramente, ci vuole tempo. Io il tempo l’ho passato e posso ridiventare giovane”.
Orlando ha fatto il primo bagno di folla, accolto da un centinaio di persone in strada, davanti al suo comitato elettorale, in via Mazzini. “Grazie a tutti, è un risultato straordinario”, ha detto salendo su un palchetto improvvisato. “E ora sapete dove vado, in piazza Pretoria, alla faccia degli invidiosi”, frase che ha pronunciato in dialetto.
“Metterò Palermo in sicurezza rispetto alle scellerate politiche sociali del governo Monti e rispetto alle scellerate politiche del malaffare del governo Lombardo”, ha poi aggiunto parlando coi cronisti a Palazzo delle Aquile. “I palermitani con il loro voto mi hanno dato ragione, dimostrando che non è morta Palermo ma era morta la politica. I cittadini si sono liberati da vecchi collari inciucisti, lanciando un messaggio importante. Io sono orgoglioso del risultato e del carico di responsabilità che mi assumo”.
Chi preferirebbe in caso di ballottaggio Costa (Pdl, Udc, Gs) o il suo ex pupillo Ferrandelli (Pd, Sel) ? “Non devo occuparmi degli scomparsi”, ha risposto. “Ferrandelli non andava bene perché siamo in una città con un’amministrazione allo sfascio e con un Pd che è subalterno al governo Lombardo. Io non posso consentirlo. Lombardo è inquisito per mafia, il che non è un dettaglio, e il suo resta in piedi con i voti del Pd. La metà degli elettori del Pd palermitano hanno votato per me e non per il candidato del Pd: forse Bersani dovrebbe riflettere su questo. Il Pd s’è impiccato, non ha capito la città”, ha concluso.
Se Leoluca Orlando vincesse le elezioni palermitane al primo turno, non avrebbe la maggioranza in Consiglio, visto che i partiti che lo sostengono hanno percentuali inferiori di due terzi rispetto ai consensi raggiunti dal candidato a sindaco. Il premio di maggioranza, previsto dalla nuova legge elettorale siciliana per le amministrative, scatta – in caso di vittoria al primo turno – se le liste che sostengono il candidato risultato vincente abbiano superato complessivamente il 40% dei consensi. In questo caso la coalizione ottiene il 60% di rappresentanti in consiglio comunale: nel caso di Palermo, 30 consiglieri su 50. Se il 40% non viene raggiunto, la distribuzione dei seggi avviene su base proporzionale e potrebbe verificarsi che il sindaco eletto non abbia una maggioranza in consiglio. Il candidato a sindaco che vince al ballottaggio, invece, ottiene il 60% della rappresentanza consiliare, indipendentemente dalla percentuale dei voti raggiunta dalle proprie liste al primo turno, purchè ognuna di esse abbia superato lo sbarramento del 5%.
“Credo che i palermitani vogliono cambiare, siamo fiduciosi di arrivare al ballottaggio”, ha detto Fabrizio Ferrandelli, candidato di Pd, Sel e una serie di liste a lui collegate commentando le prime proiezioni. “Credo di avere combattuto assieme alla mia squadra una giusta battaglia. Al ballottaggio si gioca un’altra partita che giocheremo con la stessa grinta”.
Severo l’ex ministro Ignazio La Russa (Pdl) al Tg3: “Abbiamo sbagliato i candidati, non ho difficoltà ad ammetterlo. C’è la mania di cercarli con la faccia carina senza sapere da quale esperienza amministrativa vengano mentre la gente vuol persone affidabili e per i palermitani è più affidabile Orlando”. Stesso parere per il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa: “Evidentemente non era giusto il candidato”.
Il riferimento di La Russa e Cesa è per Massimo Costa, candidato per il Pdl. Nel suo comitato, a pochi passi dal quartier generale di Orlando, tutto tace: aria mesta e nessun big sponsor. Costa non s’è ancora visto; dal suo entourage dicono che è ‘in giro’. Ad attendere il responso delle urne ci solo i componenti dello staff, tanti giornalisti, qualche sostenitore e il cane Rafa, un trovatello adottato da Costa qualche mese fa.
“Non sono deluso dal risultato di Palermo dove si è verificato un record storico negativo per il centrodestra e un buon risultato per noi. Sono dispiaciuto che il centrosinistra si sia spaccato”.
“È chiaro che ai ballottaggi il Pd sosterrà Ferrandelli mentre se ci fosse stato il candidato della destra avremmo sostenuto Orlando”. Pier Luigi Bersani risponde così sull’esito del primo turno nel capoluogo siciliano.
“Il Pdl si è squagliato” e “l’alleanza alla Regione puó continuare”. Il presidente della Regione siciliana e leader dell’Mpa, Raffaele Lombardo, a Catania, commenta e sintetizza così i primi dati delle elezioni amministrative a Palermo.
“Sono fermamente convinto che l’alleanza che ha governato l’isola, imboccando una strada durissima e faticosissima di riforme, insieme al Partito democratico è quella che può continuare questo percorso di riforme”.
“Non mi fanno cambiare idea – ha aggiunto – neppure i voti ottenuti da Grillo in diversi Comuni del nord Italia: è un’antipolitica che si dissolverà come neve al sole”. Secondo Lombardo “l’analisi del voto” lo “convince ancora di più” della “necessità di votare alla Regione in autunno”.
“Il Pdl nella buona sostanza si è squagliato. A Paternò come a Palermo dove non arriva neppure al ballottaggio, in una città nella quale ha governato per dieci anni, credo malissimo. Lí si determina il fenomeno Orlando”, ha aggiunto Lombardo.
“A Palermo c’è un dato che è incontrovertibile: c’è un grosso consenso per Orlando, si vede che i palermitani lo vogliono. Io credo che bisogna soltanto prenderne atto. In quanto a lui: io l’ho giudicato per le sue affermazioni sciacallo, quello che dice è vomitevole. Ma basta pensare, a proposito delle sconcezze di quest’uomo, a quello che diceva di uomini come Falcone: lui calunniava e aggrediva anche Giovanni Falcone”. E poi ha aggiunto: “Sarà il sindaco della città, Palermo lo avrà scelto, indubbiamente noi non possiamo che prenderne atto”.
“A livello nazionale se il Governo Monti non imbocca la strada di riforme che portino ad una crescita della nostra economia, cercando di creare opportunità di lavoro, smettendola con un’eccessiva tassazione che riduce la gente alla fame in un paese nel quale una percentuale infima di super-ricchi possiede grande parte della ricchezza come in Perù o in Bolivia, forse di vent’anni fa, altro che antipolitica: qui finisce molto peggio”.
“A Palermo in caso di ballottaggio passa il candidato più conosciuto. Al secondo turno non mi sento di sostenere alcuno dei contendenti”.















