Saranno 400 gli artisti siciliani che domani si esibiranno “gratuitamente, per protesta”, davanti a palazzo dei Normanni a Palermo, in coincidenza con la ripresa delle attività dell’Ars. Più di 300 saranno musicisti dell’Orchestra sinfonica siciliana; del Bellini di Catania; del Vittorio Emanuele di Messina. Un’ottantina saranno coristi del Teatro Massimo, di Palermo.”Suoneranno – informa la Cisl in una nota – per ricordare a tutti che far morire i teatri equivale a infliggere un grave colpo all’economia oltre che alla cultura di una terra”.

La protesta è stata decisa dai sindacati di categoria per denunciare la grave crisi che s’è abbattuta in Sicilia su orchestre e istituzioni culturali. “Causa scatenante”, sottolineano Cisl e Fistel, la federazione cislina del settore, è stato “il taglio del 30% delle risorse per le attività, stabilito dalla Finanziaria regionale varata pochi giorni fa dall’Ars”.


Ma la “mutilazione”, assieme alle sforbiciate degli anni precedenti, finirebbe col generare “gravissime ripercussioni sull’economia culturale siciliana”. Da qui, la battaglia annunciata dal cartello sindacale. “Insieme – afferma Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia – saremo in lotta a fianco dei lavoratori di tutti i principali enti e fondazioni siciliani”.

La protesta scatterà alle 16 davanti alla sede dell’Ars, sulle note dell’Ouverture dei Vespri, di Giuseppe Verdi. “Sarà un grande concerto che, nonostante tutto, abbiamo pensato di chiudere con l’Inno alla Gioia dalla Sinfonia n.9 di Beethoven”, spiega Michele De Luca, primo trombone del Massimo di Palermo e direttore d’orchestra.