La marcia dei 100 passi dei sindaci, in ricordo di Peppino Impastato ucciso 34 anni fa dalla mafia, si è aperta a Cinisi con un saluto di Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, ucciso dalle brigate rosse nella stessa data in cui la Sicilia ricorda l’assassinio del militante di Cinisi.
“Mi piacerebbe tanto che un giorno potessimo ricordare i nostri cari non nel giorno della loro morte – scrive Agnese Moro in una lettera indirizzata a Giovanni Impastato – ma nel giorno nel quale festeggiamo la nascita della nostra Repubblica, il 2 giugno. Allora avrebbero davvero il loro posto, che non è quello di vittime, ma quello di costruttori coraggiosi di un Paese in cui ci sia posto posto per tutti, con uguale dignità e rispetto”.
“Tuo fratello e mio padre erano molto diversi. Ma qualcosa li unisce – aggiunge – qualcosa che viene prima e va al di là del fatto di essere stati uccisi, e per di più lo stesso giorno. Credo che entrambi amassero la giustizia e la liberazione, da ottenere con la mite e coraggiosa strada della democrazia, che è tale solo con l’assunzione di responsabilità da parte di ognuno. Come tanti, prima e dopo di loro, hanno pagato questi amori a caro prezzo. Sapevano che poteva succedere, ma non si sono fermati”.
“Un po’ vorrei che l’avessero fatto e che non ci avessero lasciati soli. Ma era la loro strada. A noi è rimasto l’incarico gravoso di essere testimoni del loro impegno. Per fortuna oggi – conclude Agnese Moro – possiamo condividere questo onere con un numero sempre più ampio di persone, tra cui tanti giovani, che hanno trovato in Peppino e Aldo degli amici che possono accompagnarli e aiutarli a scegliere la strada giusta”.
I sindaci hanno percorso con le fasce tricolori, insieme agli studenti, i 100 passi che separano Casa Badalamenti da casa Memoria, e hanno scoperto la prima pietra d’inciampo di un percorso della memoria dedicato a Impastato e alle altre vittime di mafia.
Giovanni Impastato ha salutato le scolaresche arrivate insieme ai sindaci e agli amministratori che hanno aderito alla rete di Avviso pubblico, per sfilare in corteo: “Finalmente anche a Cinisi si vedono più finestre aperte per Peppino Impastato, finalmente arriva qualche segnale”.
“Ogni anno si sottolinea la scarsa partecipazione di Cinisi – ha aggiunto Impastato – ma anche quando siamo stati a Ponteranica, in provincia di Bergamo, molte finestre erano chiuse e alcuni leghisti ci hanno contestato”.
Il riferimento va alla decisione presa qualche anno fa dal sindaco leghista Cristiano Aldegani di rimuovere la targa della biblioteca comunale di Ponteranica intitolata a Impastato. “Non si può imprigionare Peppino in una ideologia – ha detto il fratello – lo dimostra la presenza massiccia, quest’anno, di studenti, associazioni e del mondo cattolico”.












