Riprendono gli sbarchi di immigrati a Lampedusa. Una motovedetta della Capitaneria di porto ieri pomeriggio è giunta in porto con 36 profughi subsahariani soccorsi a dieci miglia al largo dell’isola. A bordo c’erano 28 uomini e 8 donne, provati dalla traversata ma in buono stato di salute. Per tutta la giornata di ieri le unità navali e aeree della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza hanno scandagliato il Canale di Sicilia in cerca di un barcone da cui è partita una richiesta di soccorso tramite telefono satellitare. Le ricerche – che non hanno sortito l’esito sperato – sono state sospese in serata. I migranti sbarcati hanno trascorso l’intero pomeriggio sulla banchina del molo bivaccando sotto il sole cocente. Le forze dell’ordine hanno ricevuto una autorizzazione dalla Prefettura di Agrigento solo alle 19.30, quando finalmente è stato concesso il trasferimento presso il residence “Cala Creta”. Nel frattempo l’ambulanza del locale poliambulatorio continuava a trasferire migranti al pronto soccorso per malori sopraggiunti. Nel residence ci sono già altri 21 immigrati da oltre un mese. Il centro di accoglienza dovrebbe essere pronto tra qualche giorno ma a capienza ridotta, 250 posti.

“Temiamo un peggioramento sul fronte dell’immigrazione clandestina”. L’allarme arriva dal ministro degli Esteri libico Ashour Bin Khaial al termine del suo incontro con il ministro degli esteri Giulio Terzi alla Farnesina. “Vogliamo dare un segnale, un avvertimento, all’Italia e all’Ue per affrontare il fenomeno”, ha detto.


“Temiamo un peggioramento sul fronte della immigrazione clandestina”, ha spiegato il ministro degli Esteri libico, al termine del suo incontro con Terzi sottolineando che “per ora la situazione non è così grave ma abbiamo indicatori sul fatto che le cose potrebbero cambiare in peggio”.

“Immigrati africani sono giunti fino al confine tra Egitto e Libia: per ora non sono grandi numeri ma potrebbero aumentare”, ha aggiunto spiegando di aver parlato della vicenda nel suo incontro oggi alla Farnesina con il capo della diplomazia italiana. “Abbiamo voluto dare un segnale, un avvertimento, sulla questione all’Italia e all’Ue per affrontare questo fenomeno” insieme, ha aggiunto Bin Khayal ribadendo di aver espresso “a Terzi la volontà di una collaborazione perchè – ha ricordato – questo fenomeno tocca il mondo e l’Unione Europea”.

“L’avvertimento del ministro degli esteri della Libia non ci fa stare tranquilli. La comunità di Lampedusa fa appello al governo perchè predisponga adeguate misure di contrasto altrimenti saremo ancora invasi”. È quanto afferma la senatrice lampedusana della Lega Nord Angela Maraventano dopo le notizie allarmanti di possibili nuove ondate di clandestini provenienti dalla Libia per l’Italia.

“Siamo perennemente in emergenza – continua Maraventano – e le emergenze sono anche altre: caro gasolio, grave situazione economica per la nostra pesca e il turismo e l’annoso problema degli sbarchi. Siamo esausti. L’Ue si attivi immediatamente e ci dia sostegno e aiuto. Non possiamo stare sempre svegli in attesa di poveri cristi che arrivano sulla nostra isola. Riccardi, Terzi e Cancellieri vadano a Bruxelles a trattare per la salvaguardia della mia comunità. Ormai siamo diventati la porta d’Europa più maltrattata di tutti e 27 paesi dell’Ue”.