Operazione antiprostituzione la notte scorsa dei carabinieri della Compagnia di Licata. Quattordici le persone (12 uomini e 2 donne)raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare, (8 in carcere e 6 agli arresti domiciliari), emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Bianchi.

I soggetti arrestati sono accusati a vario titolo di:


–     Associazione allo scopo di commettere più delitti di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di ragazze sia maggiorenni che minorenni  di nazionalità rumena;

–     Realizzazione di esibizioni pornografiche di ragazze minori di anni 18 e induzione alla partecipazione di esibizioni pornografiche delle medesime ragazze;

–     Induzione, in concorso tra di loro, alla prostituzione, nonché favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di un numero indeterminato di ragazze maggiorenni e minorenni di nazionalità rumena;

–     Aver cagionato l’interruzione volontaria della gravidanza di una ragazza rumena, fuori dalle norme di legge;

–     Riduzione e mantenimento in schiavitù e servitù delle cittadine rumene sia maggiorenni che minorenni.

Il blitz è scattato intorno a mezzanotte ed è proseguito per tutta la notte. Decine di militari dell’Arma hanno fatto irruzione all’interno del “Paradise Club” di Piano delle Palme” nel vecchio borgo della marina di Licata, dove sono stati trovati cinque clienti (due commercianti,un impiegato, un operaio e piccolo imprenditore) e quattro giovani ragazze di nazionalità romena, che secondo gli investigatori intrattenevano gli avventori del locale e si prostituivano.

Il locale posto sotto sequestro era frequestato da insospettabili professionisti, operai ed imprenditori di ogni eta’ e provenienti dalle province di Agrigento e Caltanissetta. Un giro di prostituzione ad alto livello dove le tariffe variavano a seconda della prestazione che andava da un minimo di 50 euro ad un massimo di 400 euro.

La custodia cautelare in carcere è stata disposta per:

Giuseppe Grillo, inteso “Pino”, 55 anni, di Licata;

Angelo Incorvaia inteso “Piscia Ciesa”, 59 anni, di Licata;

Adriana Maria Radulescu, intesa Cristina, 27 anni, di Curtea de Arges (Romania), domiciliata a Licata;

Marinica Lacramioara Pachitei, 33 anni, intesa “Anna” o “Lacrima”, di Buhusi (Romania), già domiciliata a Licata;

Petre Alexandru Roman inteso “Alex”, 22 anni, di Buhusi (Romania), già domiciliato a Licata;

Costica Martinescu inteso “Cascaval”, 37 anni, di Visani (Romania), residente a Campobello di Licata;

Aurel Caruta, 27 anni, inteso “Luca”, nato in Romania;

Salvatore Fiandaca, 43 anni di Mazzarino, residente a Riesi.

Sottoposti agli arresti domiciliari:

Angelo Zirafi, 47 anni di Licata;

Cristina Elena Radulescu intesa “Mirabella”, 38 anni, Curtea de Arges (Romania), domiciliata in Licata;

Carmelo Cani, inteso “Carmelu u grussu”, 24 anni, di Agrigento, residente a Palma di Montechiaro;

Calogero Disca inteso “Lino”, 62 anni, di Niscemi, residente a Comiso;

Pietro Bonetta, 44 anni, di Campobello di Licata;

Angelo Schembri, di Licata, 47 anni.

Le indagini, svolte dai carabinieri di Licata, si sono dispiegate – tra la seconda metà del 2010 e la prima del 2011. L’attività investigativa ha permesso di individuare l’esistenza di un vasto sodalizio criminale dedito allo sfruttamento di ragazze romene. Sono ancora in corso indagini finalizzate a determinare compiutamente l’identità di altri soggetti appartenenti al sodalizio criminoso, ma allo stato rimasti ignoti e accurati accertamenti patrimoniali al fine di individuare e sottoporre a sequestro i capitali provento delle attività illecite.

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