“Il 70% dei fabbricati etnei è a rischio in quanto la loro costruzione è antecedente al 1981, anno in cui gli edifici sono stati realizzati in vigenza di normativa sismica. All’interno di un piano nazionale di prevenzione la provincia di Catania dovrebbe occupare il primo posto in ordine di priorità. Oggi più che mai serve un intervento severo e conservativo per preservare la nostra incolumità e quella del patrimonio edilizio”. Anche il presidente degli Ingegneri di Catania Carmelo Maria Grasso si esprime sull’argomento del momento, il rischio sismico in Sicilia orientale e in particolare a Catania.

“Piuttosto che una politica di continua tassazione, anche sugli immobili con l’Imu, si dovrebbero prevedere interventi di defiscalizzazione e premialità in termini di cubatura: occasione unica per rendere più sicuri gli immobili e per riqualificare in termini architettonici ed energetici il costruito”, afferma Grasso.


“Affinché si possa operare in termini di prevenzione e riqualificazione – conclude Grasso – c’è bisogno di un impegno finanziario straordinario e tempestivo da parte del governo, che dovrebbe rivolgersi direttamente alle Amministrazioni concedendo poteri speciali per poter intervenire, partendo proprio dagli edifici strategici e operando secondo una scala di vulnerabilità riscontrata a seguito di un attento monitoraggio”.

Sarà dai tagli della spending review e da un nuovo aumento delle accise sui carburanti che lo Stato reperirà le risorse per far fronte all’emergenza terremoto in Emilia Romagna. Il governo ha infatti deciso di chiedere ai singoli ministeri di trovare delle risorse al loro interno nell’ambito della revisione della spesa pubblica e ha optato per un rialzo immediato di 2 centesimi sia sulla benzina che sul gasolio che scatterà già dalla mezzanotte di oggi e che resterà in vigore fino al 31 dicembre di quest’anno.

I maggiori introiti per l’Erario derivanti dal rialzo della tassazione, stimabili in circa 500 milioni di euro, serviranno come copertura alle misure prese per dare tempestivo soccorso alle istituzioni e alle popolazioni colpite. Con un decreto ministeriale il governo ha infatti deciso il rinvio a settembre dei versamenti fiscali (Irpef, Ires, Iva, Irap, addizionali Irpef regionali e comunali ed anche per la nuova Imu) e con un dl di immediata applicazione ha stabilito la proroga al 31 dicembre del pagamento delle rate dei mutui e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti, oltre alla deroga del Patto di stabilità per i Comuni per le spese per la ricostruzione.

Saranno inoltre concessi contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali. Per favorire la ripresa dell’attività economica sono stati inoltre previsti un credito agevolato su fondo di rotazione CDP e sul fondo di garanzia MedioCredito Centrale e la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto.

Se sulle proroghe fiscali il mondo politico sembra compattamente d’accordo, anche se il Pdl punterebbe ad una vera e propria esenzione totale, l’aumento dell’accisa ha già scatenato le perplessità dei sindacati, dei gestori e delle associazioni dei consumatori preoccupati per il rischio che il rialzo (il sesto nel giro di un anno e mezzo) si abbatta come un nuovo fardello sulle famiglie italiane. Un pericolo che potrebbe essere scongiurato però se anche le compagnie petrolifere faranno la loro parte.

Proprio per questo a scendere in campo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che ha chiesto all’Unione Petrolifera di valutare l’opportunità di ridurre il prezzo industriale dei carburanti (al netto delle imposte) per contribuire a farsi carico dell’aumento dell’imposta. Ora toccherà alle aziende valutare con la dovuta attenzione, ma “nella propria autonomia”, come ha tenuto a sottolineare l’Up, l’invito “in considerazione dell’eccezionalità del momento”.

“Credo si debba evitare pero’ vedremo” ha commentato in giornata il ministro per l’Integrazione e la Cooperazione, Andrea Riccardi, al termine di una visita alla Comunita’ di Sant’Egidio con il presidente del Consiglio Mario Monti, in risposta a chi gli chiedeva se si riuscirà ad evitare di innalzare l’Iva a fronte della decisione di destinare alla ricostruzione in Emilia i proventi della spending review.