Il testimone di Giustizia Ignazio Cutrò ha ricevuto la prima commessa pubblica da quando una decina di anni fa decise di denunciare i propri estorsori. Stamattina a Palazzo d’Orleans, alla presenza del Presidente della Regione Raffaele Lombardo, ha firmato un contratto, con il Consorzio Autostrade siciliane, per un importo di 110.000 euro e 60 giorni di lavoro da svolgersi sul tratto autostradale Palermo-Messina. Il commissario straordinario, Annarosa Corsello, ha annunciato che non si tratta di una iniziativa isolata e che avvieranno una collaborazione con l’associazione Libera per garantire a tutti gli imprenditori che si battono per la legalita’ di poter competere correttamente. Ignazio Cutrò quindi dopo tanti anni torna finalmente a lavorare. Questa è una grande notizia. Una rivoluzione storica nella lotta alla mafia. Non è solo la vittoria di Ignazio Cutrò ma di ogni siciliano onesto. Ha vinto l’antimafia concreta dei fatti. L’antimafia di persone che lavorano per giungere ad un risultato e non per costruire carriere politiche. L’antimafia fatta senza soldi pubblici. Ha vinto l’antimafia dal basso. La piccola “primavera agrigentina” fatta di piccole associazioni, bloggers e giornalisti. Anche qualche politico ha dato una mano. Da fuori provincia però. Il ritorno di Ignazio Cutrò al lavoro rappresenta infatti anche la sconfitta dei politici agrigentini, degli onorevoli che rappresentano il nostro territorio. Il loro silenzio è la nostra forza. La loro inerzia esalta il nostro attivismo. Il vento prima o poi li spazzerà via. Avanti così. La battaglia continua. Non si arretra di un centimentro.
Gaetano Montalbano













