Si apprende dal GdS delle risultanze del monitoraggio condotto dall’Osservatorio dell’Assessorato ai Rifiuti, guidato da Silvia Coscienza, sullo stato della riscossione della TARSU nei comuni siciliani. Da quanto riportato nell’articolo, la percentuale di “evasione” nel Comune di Campobello di Licata ha sfiorato il 100%. In merito l’A. C. intende precisare che all’epoca della rilevazione condotta dall’assessorato, per un annoso contenzioso con la Società d’ambito Dedalo Ambiente AG3 SPA, che contrattualmente era tenuta a riscuotere la TIA, le annualità 2009 e 2010 non erano state poste in riscossione, ragion per cui i contribuenti della comunità campobellese non erano stati messi nelle condizioni di pagare quanto dovuto. L’annualità 2009 è stata posta in riscossione alla fine del 2011 inizio 2012 e, attualmente, la percentuale di riscossione si attesta al 60%, seppure la terza rata non sia ancora scaduta. All’inizio di maggio di quest’anno sono state poste in riscossione le annualità 2010 e 2011 della TARSU. Prima di accusare una comunità si dovrebbe fare molta attenzione ai termini utilizzati. A Campobello di Licata si notificano circa 4500 bollette, mentre i nuclei familiari risultano poco più di 4100, quindi parlare di “evasione” è quanto meno improprio. Diverso è il discorso su quanto si riscuote, poiché la fase della riscossione è cadenzata dalle norme e dai regolamenti e nella gran parte dei casi, la riscossione residuale delle poste non pagate, cosiddetta riscossione coattiva, è demandata alla Serit Sicilia SPA, di cui la Regione Siciliana è socio. Pertanto, ben venga la trasmissione della relazione alla Corte dei conti, sarà sicuramente un proficuo momento di confronto per definire comportamenti discorsivi di tutti i soggetti coinvolti nella riscossione della TARSU.

L’Amministrazione Comunale