Dodici grandi eventi finanziati dalla Regione siciliana, tra cui la visita di Papa Benedetto XVI nell’ottobre di due anni fa, sono finiti al centro di una inchiesta della Procura di Palermo coordinata dai sostituti procuratori Maurizio Agnello e Gaetano Paci, titolari del fascicolo
Ieri la Guardia di Finanza, come scrive l’edizione locale di Repubblica, ha sequestrato documenti nell’abitazione e negli uffici di Faustino Giacchetto di Canicattì, noto project manager, che assieme a un cartello d’imprese avrebbe messo le mani su finanziamenti per diversi milioni di euro per la gestione delle campagne di comunicazione.
E’ sull’hard disk del pc del manager canicattinese, rinvenuto nascosto nel cesto della biancheria sporca che i magistrati della Procura di Palermo che indagano sui piani di comunicazione dei Grandi eventi della Regione puntano per trovare riscontri alle presunte illegalità nelle assegnazioni di appalti e servizi ad una serie di società buona parte delle quali riconducibili a Giacchetto, distribuendo, così come il manager del San Raffaele, utilità e prebende ad una decina di politici, parlamentari regionali e nazionali del centrodestra, con i quali intratteneva quasi quotidiani rapporti.
Gli inquirenti ipotizzano i reati di corruzione e turbativa d’asta per otto persone, tra le quali una parente, un funzionario dell’assessorato regionale al Turismo, due suoi dipendenti e altri imprenditori. Durante le perquisizioni sono stati trovati anche 600 mila euro in una cassetta di sicurezza.
“Dodici gli eventi oggetto dell’inchiesta e undici le imprese coinvolte – scrive Repubblica – Gli appalti pilotati sono quelli relativi alla visita di Benedetto XVI a Palermo nell’ottobre 2010, i XV Giochi delle Isole tenutisi a Palermo dal 23 al 29 maggio dell’anno scorso, le rassegne enogastronomica Inycon di Menfi e Cous cous fest di San Vito Lo Capo del 2011, la settimana tricolore di ciclismo tenutasi a giugno dell’anno scorso tra Messina, Catania e Siracusa.
E ancora il Festino di Santa Rosalia dell’anno scorso, la manifestazione sportiva Sicily modern penthatlon dell’ottobre 2011 nelle province di Catania e Messina, il Sicilian ladies open golf tenutosi presso il “Picciolo golf club” di Castiglione di Sicilia, i campionati mondiali di scherma svoltisi a Catania ad ottobre e, per finire, il Taormina Fashion Award di Taormina e il Palermo fashion night svoltosi presso il Deposito delle locomotive a dicembre scorso. Riflettori accesi anche sulla gestione degli spazi bar e ristorazione del teatro di Verdura, gara bandita attraverso la Sovrintendenza dei Beni culturali”.
Per spianarsi la strada per guadagni futuri Fausto Giacchetto, titolare della Media Partners & Consulting srl, avrebbe messo a disposizione di una decina di parlamentari nazionali e regionali appartamenti nel centro di Palermo ed escort.
I politici che, come risulta da alcune intercettazioni, avrebbero goduto di case e prostituite, che rilasciavano pure la fattura, non sono indagati: non è stato provato, infatti, che, in cambio, Giacchetto abbia ricevuto da loro favori. Tra i parlamentari che, secondo quanto emerge dall’indagine, avrebbero avuto, a vario titolo, contatti con il manager ci sarebbero esponenti del Pdl, Mpa, Udc e Fli.
Dall’inchiesta dei pm palermitani è venuto fuori che in cambio di denaro il funzionario dell’amministrazione regionale avrebbe agevolato Giacchetto e altri imprenditori da lui segnalati per ottenere appalti per alcuni grandi eventi della Regione siciliana come la visita del Papa a Palermo due anni fa. Mazzette piuttosto ingenti che arrivavano, a seconda dell’appalto, anche a 100-200mila euro.
“Ti do 50 mila a te e altri 50 mila all’altro”, dice Giacchetto in una delle intercettazioni finita agli atti dell’indagine. Per l’imprenditore la corruzione era un costume abituale. Tanto che quando uno dei suoi dipendenti fu interrogato dai pm, il manager non si preoccupò, ma si limitò a chiedere chi erano gli inquirenti e le forze dell’ordine che stavano indagando.
In un altro caso, a novembre scorso, Giacchetto avrebbe dato 4.000 euro in contanti a un ispettore della Forestale che aveva fatto degli accertamenti sulla regolarità della piscina a casa della suocera. Sarebbe stato l’ispettore a chiedere il denaro alla donna per chiudere un occhio e Giacchetto non avrebbe fatto una piega: ulteriore riprova che le mazzette, per lui, erano un’abitudine.
A dare il via alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Maurizio Agnello, è stato l’esposto di un imprenditore escluso dalle gare per la fornitura di servizi in occasione della visita del Papa. Adesso gli inquirenti stanno passando al setaccio i documenti di Giacchetto sequestrati nei suoi appartamenti e nei suoi uffici.
In una cassetta di sicurezza sono stati trovati alcuni orologi da collezione e 400 mila euro in contanti. In tutto i pm avrebbero riscontrati irregolarità nell’aggiudicazione di appalti di 12 eventi, ma questa sarebbe solo la punta dell’iceberg. Giacchetto, infatti, si è occupato di numerose manifestazioni a livello nazionale.














