“Non ho rimpianti. In questi anni ho trascurato interessi, rapporti familiari per la Sicilia e per i siciliani. Su questo non ci sono dubbi”. Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, facendo un bilancio della sua attività da governatore, in vista delle annunciate dimissioni, ha incontrato la stampa a Catania.

“Non ho seguito nè interessi di partito, non ho una lira in tasca che sia di provenienza poco lecita – ha aggiunto – e ho combattuto tutti gli interessi che hanno nociuto alla Sicilia e soprattutto quelli mafiosi. È un cammino che si è iniziato e mi auguro che i frutti li raccolgano altri”.


Sulle modalità delle dimissioni non c’è certezza: “Non abbiamo fissato l’ora precisa e neppure il conto alla rovescia. Sarà una nota che scriverò a chi di competenza. Mi chiedono di passare dall’Assemblea regionale Siciliana – ha osservato il governatore – ma se l’Ars si dedicasse a questa benedetta spending review, senza perder tempo con dimissioni e quant’altro, sarebbe meglio. Non mi va di aprire di dibattiti che fanno perdere sette-otto ore di tempo. Credo non servano ai siciliani…”.

“Il mio umore? È meraviglioso, lo devo dire”, replica Lombardo ai giornalisti che gli chiedono del suo stato d’animo a pochi giorni dalle dimissioni. “Non vi dico che le aspetto con ansia – aggiunge il governatore – perché è una scelta importante, ma è una scelta giusta che ho meditato di prendere mesi fa. Ma credo di avere fatto l’impossibile per la Sicilia e continuerò a farlo da cittadino”.

“Si è parlato di default della Regione Siciliana, ma non si capisce chi ha sollevato il problema. Anche la Corte dei conti ha negato il commissariamento e ha parlato invece del lavoro strepitoso che si è fatto in questi anni. Sono riconoscimenti straordinari – ha ribadito Lombardo – per un lavoro che nessuno avrebbe fatto, come lo abbiamo fatto noi che abbiamo avviato una rivoluzione per salvare la Sicilia. Certo gli ostacoli sono ancora moltissimi, ma guai se si dovesse tornare indietro ai decenni di mala amministrazione”.

“La spending review va approvata dall’Assemblea regionale Siciliana, anche nei prossimi giorni e anche modificata in aula, purchè gli emendamenti rientrino nella logica del risparmio”.

Il presidente ribadisce che “non sono previsti licenziamenti, ma sono fissati dei tetti all’organico”. “Se la legge prevede che in un Comune la pianta organica deve essere di cento persone, ma l’Ente ha 300 dipendenti – spiega Lombardo – non vuol dire che 200 saranno licenziati, ma che si cercherà di favorire la loro uscita con pensionamenti o incentivazioni. Le assunzioni si torneranno a fare quando l’organico scende sotto i 100 dipendenti”. Il “rispetto dei vincoli di legge”, sottolinea il governatore sarà applicato a tutte le categorie.