Tace il patron di Windjet, Nino Pulvirenti. Meno di una settimana fa aveva assicurato che entro oggi avrebbe svelato il futuro della compagnia aerea a un passo dalla bancarotta, e cioè se farle proseguire l’attività attraverso una nuova società o metterla nelle mani di un commissario.
Ma senza più flotta, con un monte debiti di circa 150 milioni, pochi slot, quasi 300 mila biglietti venduti entro il 10 agosto (per una ventina di milioni di euro) e altrettanti passeggeri lasciati a terra, la low cost siciliana non fa gola. Lo spettro della chiusura è dunque dietro l’angolo. Per la sua compagnia aerea, dopo aver visto sfumare il matrimonio con Alitalia alla vigilia di ferragosto, il presidente del Catania Calcio aveva detto di aver ricevuto una decina di richieste di informazioni ma le manifestazioni di interesse – è stato fatto trapelare – sarebbero arrivate da un’azienda italiana e due grosse low cost straniere. All’offerta del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di “massimo supporto per l’amministrazione straordinaria”, Windjet aveva risposto di voler andare avanti da sola.
Se non c’è nessuno a farsi avanti per accollarsi il peso dei debiti e se Pulvirenti non vuole che Windjet finisca in amministrazione straordinaria, potrà decidere di orientarsi verso “forme concorsuali che mettano l’azienda in grado di cedere il suo ramo aziendale nel modo migliore possibile”, aveva detto lo stesso Passera, indicando poi “un limitato numero di settimane” per la soluzione.
I 504 dipendenti della compagnia sono andati in cassa integrazione straordinaria e i sindacati (in rappresentanza anche di altri 300 lavoratori dell’indotto) stanno pianificando azioni, e si preparano per un’assemblea sabato prossimo nell’aeroporto di Catania, in attesa di novità dall’azienda per venerdì, come chiesto dalle stesse sigle confederali. Ad oggi sono stati 40mila in totale i passeggeri riprotetti da Alitalia, Meridiana Fly-Air Italy, Blue Panorama e Livingston e stando ai biglietti venduti da Windjet ne restano 133.000 fino al 27 ottobre.
Dopo una riunione con l’Enac, è stato concordato che i voli speciali proseguiranno fino al 16 settembre, mentre dal 17 settembre fino al 27 ottobre i passeggeri in possesso dei biglietti Windjet potranno volare sui voli del normale operativo delle varie compagnie aeree, continuando ad usufruire delle stesse tariffe speciali (i voli speciali verso la Russia e l’Ucraina continueranno fino a tutto il 27 ottobre). Le compagnie si sono impegnate a contattare i passeggeri che hanno corrisposto tariffe difformi rispetto a quelle pubblicizzate, attivando le procedure di rimborso nei casi dovuti.
La crisi Windjet ha causato le prime ripercussioni sull’indotto: sono fino a 170, tra i dipendenti a tempo indeterminato e stagionali, gli esuberi dichiarati da ‘Katane handling’, azienda addetta al carico, scarico, controllo tecnico e assistenza a terra dell’aeroporto di Catania. Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato nella sede dell’azienda i vertici, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e le rispettive rappresentanze sindacali aziendali, durante il quale la Katane handling ha reso noto un esubero di personale proporzionale alla percentuale di voli perduti a causa della riduzione del volato Windjet.
Per i sindacati “l’aeroporto di Catania rappresenta una struttura strategica di trasporto per tutta la Sicilia orientale e la comunità catanese non può subire ulteriori contraccolpi sull’occupazione”. Per i sindacati “oggi è diventato non più rinviabile avviare un confronto per la costruzione di un protocollo tra handler, Enac, Sac, per costruire una clausola di salvaguardia per tutelare i posti di lavoro”.
Le tre organizzazioni sindacali di categoria hanno chiesto alla Prefettura di Catania di “avviare un tavolo di confronto che metta insieme tutte le parti interessate per salvaguardare tutto il patrimonio legato all’aeroporto di Catania e per costruire un protocollo di salvaguardia sociale con tutti gli elementi necessari. Il governo nazionale deve avviare un confronto per avviare strumenti idonei, ammortizzatori sociali in grado di assicurare un sostegno al reddito ai lavoratori del settore”.













