Riceviamo e pubblichiamo integralmente, una lettera inviataci da Giacomo Caruso, coordinatore provinciale del C.S.A. di Agrigento ( Comparto – Regioni e Autonomie Locali Coordinamento Provinciale di Agrigento) in merito a fatti,  poco chiari,  che si sarebbero succeduti nella gestione del personale Comunale.

Agrigento 25/09/2012


Oggetto: Richiesta di accertamento.

Al Presidente della Regione Sicilia Piazza Indipendenza n.21

90129 Palermo

All’Assessore EE.LL.

c/o Assessorato della Famiglia delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali Via Trinacria n.34/36 90100 Palermo

All’Assessorato Bilancio e Finanze

Via Notarbartolo n.17

90143 Palermo

Alla Procura Regionale della Corte dei Conti Via Cordova n.76

90141 Palermo

Alla Corte dei Conti Sezione del Controllo Via Notarbartolo n.8

90141 Palermo

A Sua Eccellenza Sig. Prefetto di Agrigento Piazza Aldo Moro 92100 Agrigento

Al Sig. Sindaco, Rag. Vincenzo Corbo;

Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale,

Prof. Domenico Licata;

Ai Capi Gruppo dei Partiti Politici;

Al Sig. Segretario Generale,

Dr. Domenico Tuttolomondo;

Ai Sigg. Dirigenti:

Dott. Angelo Licata;

Dott. Domenico Ferrante;

Dott:ssa Carmela Meli;

Arch. Luigi Munna;

Dott. Diego Peruga

Al Coodinamento aziendale C.S.A

del Comune di Canicattì

Alle TV locali ( T.R.C. – TV EUROPA)

Canicattì

Questa OO.SS. non può rimanere inerte dinanzi al fatto che Codesta Amministrazione comunale, presieduta dal Sindaco Vincenzo Corbo, se pur ossigenata da un ricambio di nuovi Dirigenti, di nuovi Funzionari, frutto di antiche verticalizzazioni, di dipendenti precari, stabilizzati grazie all’opera intelligente ed incessante dell’allora Segretario Generale, non riesce per poca attitudine politica o per disinteresse alle problematiche esistenti dentro e fuori il palazzo di città, a sollevare codesto Comune ridotto al totale disfacimento.

La C.S.A. forse si stà appropriando, inopportunamente, di un ruolo di controllo e di verifica delle azioni politico-amministrative, se lo fa è per il solo fine di salvaguardare la logica della contrattazione e della difesa dei diritti dei singoli dipendenti comunali e non, con una mirata politica sindacale poichè è chiaro che l’eventuale “debacle” contabile, dissesto finanziario, comporterebbe serie difficoltà per i lavoratori se non addirittura una diminuizione del personale stesso.

Purtroppo non dovrebbe essere il sindacato a dire queste cose, ma codesta Amministrazione, giorno dopo giorno, stà spegnendo ogni ansia di rinnovamento e ogni tensione democratica, facendo crollare ogni illusione, ogni aspettativa riposta in una attività politico-amministrativa che si maschera di velleitarismo, che fa sfoggio scadente di belle parole, quelle rare volte che avviene, di progetti di trasformazione di uno stile politico – amministrativo obsoleto proponendosi già da diversi anni, ma inutilmente, quale paladina di un nuovo modo di amministrare la cosa pubblica e di gestire il potere per il bene di tutti, al di sopra delle parti, al fine di superare ogni forma faziosa di strumentalizzazione di risorse umane ed economiche, cose di cui spesso si accusa l’ esperienza politico-amministrativa passata.

Ormai siamo tutti consapevoli che al Comune di Canicattì una autentica vita democratica, non può sussistere nel silenzio di una prassi politico-amministrativa egemone, che non conosce alcuna forma di dialettica, di dialogo e confronto politico e sindacale, nell’ assenza, di fatto, di una opposizione politica con lo specifico ruolo di frenare ogni arroganza e di forze sindacali con la funzione primaria di proteggere i singoli da ogni abuso di potere, comportamenti che calpestano valori civili ed umani su cui la cittadinanza prima e i dipendenti comunali dopo, avevano fatto affidamento.

La gestione politico-amministrativa di questo potere non tiene conto delle voci, se pur isolate, che ancora coraggiosamente vogliono restituire forza al diritto, vogliono salvaguardare i bisogni e i diritti inalienabili dei più deboli, di quelli che si asserviscono per amore del quieto vivere, che è poi un vivere da schiavi.

Codesta macchina politico-burocratica crea questi “uomini servi”, svilisce gli aneliti di una vita sociale e lavorativa fondata su relazioni di collaborazione, di cooperazione tra l’ Ente con i cittadini, i dipendenti e le rappresentanze sindacali.

L’ attuale Amministrazione comunale, a cominciare proprio dal Sindaco, al Consiglio e a tutti i Dirigenti, non comprende che il cuore della democrazia pulsa, ed il concetto di efficacia ed efficienza amministrativa si attua solo se i dipendenti sono messi nelle condizioni normali di lavorare, di sentire la gratificazione ed il giusto riconoscimento del proprio lavoro, di percepire che l’Amministrazione si adopera, nel rispetto della dignità umana e professionale, a rendere gli Uffici tutti degni di un Comune all’ avanguardia, utilizzando al meglio le risorse umane più qualificate con le moderne tecnologie.

L’ attuale amministrazione invece, ha infranto le regole della partecipazione, addormentando i primi tempi con iniziative di vetrina o semplicemente appariscenti il senso dei bisogni prioritari per un paese che dovrebbe avviarsi a diventare una città e per una struttura comunale idonea ai propri dipendenti.

Se il cuore del paese è malato ne risentono tutti i cittadini che aspettano di vedere da diversi anni la soluzione di diversi problemi: Adeguata erogazione dell’ acqua ed equità nel contegio dei relativi canoni, viabilità ordinata ed accettabile, controllo dell’ inquinamento atmosferico ed acustico per una migliore qualità di vita, creazione di opportunità di lavoro, cura di tutte le infrastrutture attenzione alla sanità pubblica, regolamentazione del traffico urbano, rispetto del decoro del verde pubblico, costruzioni di nuove cappelle funerarie e concessioni di spazi per costruirle.

E’ già tanto che i morti trovino un posto dove collocarsi!

Canicattì languisce nel disordine e nell’ immondizia, per un processo di decadimento socio-culturale e politico che offende tutti e diseduca sopratutto le giovani generazioni che si aspettano quelle opportunità di sviluppo e di crescita che altri giovani in contesti sociali anche vicini, hanno.

Oggi le comunità hanno bisogno di creazione di nuovi posti di lavoro che può solo concretizzarsi con una amministrazione burocratica snella, veloce ed efficiente, con un gruppo dirigente che sfrutta tutte le leggi nazionali ed Europee per investimenti produttivi che generano lavoro ed invece vediamo un’ Amministrazione che produce e fomenta vergognose clientele ed un gruppo dirigente impegnato ad interpretare le leggi per ottenere indennità senza svolgere i loro compiti istituzionali o peggio ancora come mantenersi in servizio in barba alle norme che lo vietano.

Altro che inserimento nel processo di globalizzazione europea!

All’ interno del Comune si respira aria di demagogia ed antisindacalismo, si avverte il silenzio dei delusi e dei disincantati, si sente lo slogan pericoloso, che chiude ogni possibilità di speranza di cambiamento, di libertà ed autonomia di pensiero, di autentica partecipazione alla cosa pubblica, “ Si stava meglio, quando si stava peggio” oppure “ Ci stanno facendo rimpiangere il peggio delle vecchie Amministrazioni Comunali “

Almeno prima si onoravano gli impegni presi e si mantenevano le promesse assunte!

Il sindacato, ancora una volta, si appropria del ruolo detto prima, ma d’altro lato quando una democrazia è in crisi, come la vostra, in quanto povera sotto tutti i punti vista, non può non rinascere una stagione sindacale che si fa carico di dare voce ai tanti che, volendo manifestare ed esprimere il proprio disagio, la disattenzione per ciò che è prioritario nel rapporto tra apparato politico-amministrativo e personale dipendente e sindacato, tra cittadini ed Ente, si affidano all’ emittente sindacale, sentendosi estranei a coloro che per delega politica dovrebbero invece rappresentarli e difenderli al di là e al di sopra delle appartenenze politiche e partitiche.

“ Il sonno della ragione genera mostri”, il sonno o la morte della democrazia, come stà succedendo al Comune di Canicattì, fa piombare in una sorta di fatalismo e di rassegnazione anacronistici ed antistorici che questo sindacato decisamente e tenacemente combatte, con la logica del buon vivere civile e sindacale e della cultura della trasparenza e della legalità che ancora, nonostante tutto, anima non solo il sindacato ma tantissimi cittadini e dipendenti comunali onesti ed illuminati.

La scrivente O.S. pertanto, sollecita chi è preposto al governo di codesta Città, Consiglio e Giunta Comunale, Segretario Comunale, Dirigenti, dipendenti e sindacalisti a preoccuparsi del riordino degli Uffici, la cui valenza operativa ed organizzativa, nonostante “ verticalizzazioni e stabilizzazioni “ pare che lasci molto a desiderare; farli funzionare al meglio perchè dal loro funzionamento dipende la soluzione delle annose problematiche avanti evidenziate, di provvedere ad un più razionale impiego del personale dipendente adeguato alla vigente dotazione organica, che pare essere fuorviata per mancanza di guida e decisioni politiche e per carenze gestionali ed operative.

La mancanza di una efficacia azione di coordinamento da parte di Codesta Amministrazione attiva e dell’ apparato dirigenziale tra i vari Uffici, rischia di determinare sempre di più effetti devastanti nelle relazioni tra gli stessi Dirigenti, tra dipendenti e turbative nell’ equilibrio finanziario riducendo al minimo la capacità di svolgere il proprio ruolo nei confronti della comunità amministrata e dei lavoratori dipendenti.

Considerato che codesto Comune, hà nel proprio organico parecchie figure “progredite“ la scrivente O.S. sollecita Politici e Dirigenti a procedere ad una ricognizione complessiva dell’ organico, allo scopo di individuare le professionalità adeguate onde creare le condizioni per il normale funzionamento della struttura burocratica che possa, permanentemente, garantire la continuità nella gestione dell’ Ente atteso che il ricorso a professionalità esterne e/o sovraordinate, di fatto, non pare avesse dato quell’ impulso positivo sperato e, di contro, avesse fatto registrare un cospicuo aumento della spesa del personale.

La scrivente O.S. ha avuto modo di percepire trovandosi varie volte nel vostro Comune che ai cittadini, prima del dibattito politico, quando e se avviene, interessa non girovagare per ore per sapere dove protocollare un atto, non sentirsi continuamente differire dagli impiegati comunali i loro adempimenti per mancanza di personale, mentre è risaputo che in certi Uffici il personale è parcheggiato in numero esageratamente paradossale per specifica volontà politico-amministrativa che, evidentemente non condividendo le proposte del Ministro Brunetta, non tiene conto che l’ eccedenza di personale negli Uffici provoca un danno all’ erario comunale, ridotto pare all’ estremo limite, ed offende la tanto richiesta “ efficacia ed efficienza dei servizi “

A distanza di tanto tempo, non pare che la situazione degli impiegati comunali, i cui risvolti non dovrebbero essere solo quelli di un Comune “ progredito e stabilizzato “solo sulla carta, sia cambiata rispetto a prima.

A nulla è valso lo sforzo della Commissione Straordinaria che ha favorito le progressioni verticali, passaggi alle qualifiche superiori, invero ci sono tanti dipendenti, con il bene placito dei loro Dirigenti, che continuano imperturbabili ad espletare lo stesso ruolo con le stesse funzioni di anni addietro, cioè di quando svolgevano mansioni di concetto, sicuri della protezione, percependo di contro uno stipendio più alto pur svolgendo un lavoro di antichi dattilografi: in pratica più soldi senza responsabilità.

Paradossalmente, anziché aversi una nuova classificazione della struttura dell’ organico del personale attualmente qualificato rispondente alle funzioni svolte, si assiste invece anche se in parte ad un vero e proprio demansionamento giuridico: Uffici nel cui loro interno sono occultati impiegati appartenenti alla carriera direttiva che svolgono funzioni appartenenti si e no alla declaratoria di qualifica funzionale di Cat. B; Uffici diretti da dipendenti appartenenti a categorie di concetto.

Non si riesce a capire con quale alchimia tecnico-giuridica si possano penalizzare dipendenti che svolgono regolarmente e con solerzia le proprie funzioni all’ insegna della correttezza e della legalità e di contro privilegiare e sostenere dipendenti che coordinano Uffici la cui inefficienza è stata ampiamente certificata. (vedasi relazione della Commissione Consiliare di indagine del 04/04/2011.)

Una relazione che avrebbe dovuto comportare la rivoluzione del servizio e lo smantellamento dell’ Ufficio e del suo Responsabile, invece che succede? al Responsabile viene assegnata la Posizione Organizzativa, in “soldoni”, un compenso economico.

Paradossalmente l’organizzazione burocratica, invece di impegnarsi per iniziare un nuovo processo di riorganizzazione, pone la sua attenzione a come eludere gli imperativi imposti dalla legge, probabilmente per la tutela di propri interessi particolari.

Quanto sopra viene confermato dalla disattenzione della seguente normativa:

– il D.L.vo 30/03/2001, n.165 e s.m.i. all’art.19, comma 5 bis, prevedeva la possibilità di assumere personale della categoria dirigenziale nel limite massimo del 10% della dotazione organica, percentuale diventata il 20% per i Comuni con popolazione inferiore ai 100.000 abitanti, tenuto presente che nella medesima percentuale, sono comprese le assunzioni ex art.110 comma 1 e 2 del TUEL. ( diversi pareri della Corte dei Conti – ex plurs parere n. 6/2012 della sezione Toscana);

– il D.L. 25/06/2008, n. 112 convertito in Legge 6 Agosto n.133 e s.m.i. nell’art. 74 comma 1 ha previsto una riduzione del 15% della dotazione organica del personale del ruolo dirigenziale, che doveva avvenire entro il 30 Giugno 2010;

– il D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni in legge 26 febbraio 2010, n. 25. art. 2 comma 8 bis lett. a) ha previsto una riduzione del 10% della dotazione organica del personale del ruolo dirigenziale che doveva avvenire entro il 30 giugno 2010;

– il D.L. 13 agosto 2011, n. 138 convertito in legge 14 settembre 2011, n. 148 nell’art. 1 comma 3 punto a) ha previsto una ulteriore riduzione del 10% della dotazione organica del personale del ruolo dirigenziale da attuare entro il 31 marzo 2012;

– il D.L. 6 luglio 2012, n. 95 nell’art. 2 comma 1 punto a) convertito in legge 7 agosto 2012, n. 135 prevede una riduzione del 20% della dotazione organica del personale del ruolo dirigenziale.

Ed inoltre:

1) la violazione delle norme che regolano la spesa per il personale: è notorio e tecnicamente provato che il Comune di Canicattì ha ripetutamente, sin dal 2009, superato i limiti della spesa per il personale, in quell’anno 2009 la spesa per il personale ha inciso per circa il 44%, nell’anno 2010 ha inciso per circa il 42%, nell’anno 2011 per circa il 54% e ad oggi è di circa il 60% sulla spesa corrente, superando quindi i parametri previsti dalla normativa vigente, fatto che comportava l’assoluto divieto di assunzione di personale anche dirigenziale;

2) la dubbia regolarità giuridica e contabile delle assunzioni e delle proroghe contrattuali (che non potevano essere fatte in presenza del superamento delle spesa per il personale) avvenute sin dal Dicembre 2008 e fino all’anno 2011;

3) la dubbia regolarità tecnico-giuridica dei concorsi per l’assunzione dei Dirigenti;

4) le forti perplessità sull’assunzione e mantenimento in servizio, nonostante il superamento della spesa del personale sulla spesa corrente, di Dirigenti con le modalità previste dall’art. 110, comma 2, del TUEL, assunzione fatta in totale dispregio delle norme sui limiti della spesa per il personale, alle norme che hanno disposto la diminuzione dell’organico dei Dirigenti, alle norme sui limiti di assunzione in termini percentuali, ecc… ecc….;

5) delle dichiarazioni, forse non del tutto corrispondenti al vero, fatte da qualche Dirigente al momento dell’assunzione, in particolare dichiarazioni relative ai requisiti previsti dal bando di concorso circa la possibilità di assumere l’impiego a tempo pieno e determinato.

Per essere molto precisi, dato per legittimo il concorso per l’assunzione di un Dirigente, viene fatto un concorso per l’assunzione a tempo pieno e determinato; viene assunto un Dirigente dipendente di un Comune, in aspettativa, e assunto in altro Comune a tempo parziale.

6) alla mancata diminuzione dell’organico dei Dirigenti nella misura del 55% della dotazione organica prevista dalle suddette norme e mai avvenuta, forse perchè era necessario tutelare qualche posizione.

Non entriamo nel merito della deliberazione Dirigenziale n° 761 del 23 luglio 2012, con la quale è stato costituito il fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato dei Dirigenti per l’anno 2012, perché non si capisce come possono essere percepite delle indennità di risultato in un Comune in cui è tutto fuori controllo: spesa per il personale, organizzazione gestionale del personale, bilancio (si evidenzia che la Corte dei Conti ha definito il Comune deficitario) ed, inoltre, in un Comune dove non esiste l’obbligatorio piano delle “performance”, sarebbe giusto e giuridicamente corretto recuperare l’illegittima indennità di dirigenza corrisposta per gli anni 2009, 2010 e 2011.

Non viene tenuto conto della Circolare n. 25 del 19/07/2012 del Ministero delle Economie e delle Finanze, nonostante più volte richiamata all’ attenzione di Codesta Amministrazione dalla scrivente O.S..

Il sottoscritto ha avuto modo di constatare personalmente, trovandosi varie volte nel vostro Comune, il disagio dei cittadini che vagano senza meta all’interno degli Uffici Comunali, come è notorio, anche fuori dalla Città, che alcuni Uffici sono campioni di inefficienza.

Girando tra i locali Comunali non si può fare a meno di notare decine di dipendenti, probabilmente a carico di lavoro “zero” che vagano senza meta, o si riuniscono per fare capannelle, sicuramente non per colpa loro ma perché la classe Dirigenziale non ha la capacità di sincronizzare gli ingranaggi della burocrazia. Tale fatto oltre a provocare un danno all’ erario comunale penalizza gli Uffici che hanno necessità di essere implementati con personale ed offende i Cittadini a cui vengono forniti servizi inefficienti.

E’ chiaro che la Classe Dirigente e l’Amministrazione Comunale hanno diviso i dipendenti non nella logica della serietà e della correttezza ma nella logica dell’appartenenza, cioè in funzione dell’essere vicino o lontano politicamente all’Amministrazione Comunale, se così non fosse non si capirebbe perché l’Amministrazione Comunale non ha trasmesso senza indugio, considerati i contenuti di rilevanza penale, la predetta relazione della Commissione di indagine Consiliare agli organi inquirenti.

Ed ancora la gestione quanto meno clientelare del F.E.S. (fondo efficienza dei servizi) con addirittura eclatanti decisioni vedi il FES 2009 che pur di ripianare la voragine che si era creata nella spesa del personale per la illecita assunzione di qualche Dirigente è stato interamente destinato a risanare il deficit creato nella spesa del personale, così sottraendo somme destinate alla generalità del personale ed ancora diversi anni in cui “per istituire le posizioni organizzative cosi da compensare economicamente dipendenti a loro vicini (a riprova di ciò vi è la certezza che non sono stati mai attribuiti obiettivi precisi alle posizioni organizzative ne si è mai controllato”seriamente” il lavoro che hanno svolto) la parte pubblica si è auto firmata i contratti decentrati .

Per finire al FES 2012 che per non avere i sindacati accettato di destinare delle somme all’illecito pagamento delle figure artificiosamente create dei Vice-Dirigenti, la parte pubblica si è rifiutata di firmare un accordo tendente a destinare il fondo per migliorare effettivamente i servizi e cioè destinarlo per progetti obiettivi, segno evidente che ai Dirigenti poco interessa l’efficienza dei servizi.

La superiore esposizione trova minuziosa conferma un pò in tutte le Direzioni:

Pe esempio quella degli Affari Generali, Direzione arida per certi versi e fertile per i giardinelli che ivi si coltivano, guidata da un Dirigente” particolare” nell’ approccio e nelle relazioni .

Una Direzione che è stata definita da codesta Amministrazione: “ inattiva e poco funzionante” tanto da essere implementata con altri Uffici di altre Direzioni, dove non si perde occasione per assecondare provvedimenti non certamente di specchiata legalità, come l’ attribuzione delle cariche di Vice-Dirigente e di Vice Segretario Generale, nel cui interno, comunque, germogliano battibecchi e scontri che non fanno onore a nessuno grazie alla ottusa caparbietà di qualche dipendente non all’ altezza del compito assegnatogli o, perchè chiuso mentalmente, o perchè privo di adeguata elasticità intellettuale o perchè non predisposto per indole a relazionarsi con i colleghi.

Una Direzione con due Uffici per il protocollo generale degli atti, ognuno dei quali dispone solo di due unità, con le conseguenze negative per i cittadini e anche per gli stessi dipendenti che allorquando uno dei due dipendenti è in ferie o in malattia, i cittadini anziani e non, vengono costretti a girovagare per diversi piani alla ricerca di uno dei due Uffici o paradossalmente a recarsi in C.da Carlino per protocollare un atto per la P.M. o essere sballottati a destra e a manca quando invece trattasi di atti per l’ U.T .C..

Una Direzione avente Uffici con otto, e fino a poco tempo fa con dieci, unità lavorative di cui quattro di Cat. D, cinque di cat. C ed un operatore amministrativo, tutti comunque senza carichi di lavoro nei confronti dei quali questa O.S. ha manifestato perplessità sul loro modo di comportarsi lavorativo poiché ha ingenerato situazioni spiacevoli nei rapporti umani e lavorativi tra colleghi, proprio per le cose dette prima.

Tale stato di cose si registra anche nella Direzione Finanze e Tributi, la cui Dirigente rimossa dalla Commissione Straordinaria prima e stranamente riproposta dall’ attuale Sindaco poi, si dimostra priva di iniziative per la realizzazione di un reale e concreto programma di recupero perchè sempre incerta e confusa, poiché sempre protesa a studi e verifiche per camuffare carenze e magagne, rivelandosi inadeguata ed incapace di affrontare e risolvere le problematiche inerenti la ripartizione del fondo efficienza servizi e di colmare le proprie carenze gestionali e progettuali, impegnata solamente a salvaguardare la sua e le altre due posizioni di Dirigenti incaricati che in applicazione della normativa vigente non potevano essere assegnati o avrebbero dovuto essere revocati da tempo .

Per ultimo il Corpo di Polizia Municipale, una Direzione alla totale deriva dove è scomparso il concetto di organizzazione e della presenza nel territorio, per farlo diventare un “contravvenzionificio” non esiste disciplina del traffico veicolare, controllo del territorio, si legge di frequente dei ritrovamenti fatti dalle Guardie Campestri (volontari privati) di discariche abusive, non esiste più il controllo del territorio.

Il personale organizzato non in virtù della buona gestione ma delle simpatie, delle antipatie e delle protezioni, tanto che alcuni servizi sono capeggiati da due Ispettori, mentre altri sono affidati addirittura a personale amministrativo di categoria B.

La disorganizzazione è evidente quanto si numerano i verbali di contravvenzione, invero circa il 75% sono redatti da 3 unità, non si capisce cosa facciano le altre 36 unità.

E’ chiaro che quanto sopra riportato rappresenta una sintesi della gestione amministrativa burocratica del Comune di Canicattì, che molto probabilmente finirà con il dissesto finanziario, quindi davanti ad una tale “debacle” amministrativa, gestionale e contabile il chiodo fisso per gli amministratori ed i Dirigenti è rappresentato dalla persecuzione di un Ufficio dove casualmente il Responsabile è un Dirigente sindacale del CSA, Ufficio la cui costituzione è ben disciplinata dalla legge e che è gestito, oltre che dal predetto Funzionario, da un’altra dipendente che purtroppo deve pagar pegno solo per il fatto di lavorare in quell’ Ufficio.

Sarà un caso ma ogni qualvolta vi sono delle azioni sindacali più o meno incisive, nasce il problema di quell’Ufficio, con velate minacce di chiuderlo, con diffamanti affermazioni riguardante l’efficienza del servizio e peggio ancora trasferendo l’unica collaboratrice, la stessa ha subito il numero record di 15 trasferimenti di andata e ritorno, tale atteggiamento costituisce indubbiamente un’attività di “mobbing” nei confronti di un dipendente Sindacalista .

Non vi è dubbio che si tratta di un’attività preordinata e mirata tendente a mettere in difficoltà un sindacalista del CSA forse troppo scomodo, tale deduzione non è il frutto di un procedimento induttivo ma di un fatto provato, invero non vi è dubbio che all’interno delle Direzioni vi sono numerosi dipendenti che non hanno alcun carico di lavoro, quindi è perfettamente inspiegabile che venga ripetutamente trasferita l’unica collaboratrice assegnata al predetto Ufficio.

Non si capisce, inoltre, perché vi sono dipendenti che qualsiasi cosa facciano, anche fortemente riprovevole, debbano essere premiati e non toccati ed i cui Uffici sono protetti mentre altri che fanno il loro dovere debbono essere sottoposti a continuo tedio e maltrattati.

La furberia dei Dirigenti sta nel fatto che nonostante la rimodulazione della dotazione organica non è mai stato fatto un “report” dei carichi di lavoro, tale fatto non è un caso ma un comportamento studiato al fine di evitare la prova incontestabile delle azioni preordinati del “mobbing” nei confronti di taluni dipendenti.

Questa O.S., sensibile alle problematiche del comune di Canicattì e di tutti i suoi dipendenti, chiede ai destinatari in indirizzo che vengano poste in essere verifiche su quanto evidenziato ed esercitati controlli adeguati per potere, alla fine, salvare il salvabile, ostenta la sua massima disponibilità per eventuali chiarimenti e delucidazioni in merito allorché ritengano di farlo.

Ai sensi è per gli effetti della Legge 300/70 si invita il Sig. Segretario Comunale di Canicattì a fare affiggere copia della presente all’albo delle comunicazioni al personale.

IL COORDINATORE PROVINCIALE

(Giacomo Caruso)