E’ di tre persone denunciate a piede libero (una è un funzionario pubblico) il  primo bilancio di un’inchiesta finalizzata ad accertare la sussistenza di una truffa ai danni dell’Ente Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi e del Comune di Agrigento. Le Fiamme Gialle hanno eseguito più di quindici perquisizioni, delegate dalla locale Procura della Repubblica, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili del reato di truffa aggravata. “Le perquisizioni eseguite, tra gli altri, nei confronti dei soci della cooperativa Lagana A.R.L., concessionaria della gestione dei parcheggi nella Valle dei Templi, presso i quattro parcheggi che servono la Valle dei Templi – si legge in un comunicato della Guardia di finanza –  hanno consentito di rinvenire elementi documentali ritenuti molto utili. La numerosa documentazione sequestrata servirà a ricostruire i reali incassi prodotti dalla gestione dei parcheggi della Valle dei Templi. Parallelamente, sono state eseguite acquisizioni di documenti presso l’Ente Parco ed il Comune di Agrigento, allo scopo di quantificare con precisione il danno finanziario subito da entrambi gli Enti. Per contratto l’Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi  infatti, deve ricevere dalla cooperativa Lagana il 38% degli introiti della vendita dei biglietti per i parcheggi, oltre a un canone fisso annuo di 10.000 euro. A suo volta il Comune di Agrigento, proprietario di tutte le aree destinate a parcheggi, deve ricevere dall’Ente Parco la metà degli introiti ricevuti dai privati. Il modus operandi , verosimilmente creato dagli indagati, consisteva nel fabbricare e vendere ai clienti le park-card utilizzate nei parcheggi, in serie con numerazioni progressive fraudolentemente riprodotte più volte (vi erano cioè diverse park card aventi il medesimo numero di matricola), in modo da occultare il reale incasso proveniente dalla vendita delle stesse. Inoltre la società Lagana non comunicava all’Ente Parco archeologico il numero di park-card preventivamente acquistate, limitandosi a effettuare una rendicontazione generica a fine anno, in modo da rendere difficile ogni attività di controllo della gestione, controlli che in ogni caso non risultano essere stati fatti dagli Enti pubblici interessati. A mero titolo esemplificativo, ad esempio, nel resoconto dell’anno 2011 l’amministratore della Lagana ha comunicato all’Ente Parco che nel mese di giugno 2011 hanno parcheggiato nei quattro parcheggi n. 300 autobus paganti (trecento esatti, non uno di più, non uno di meno) e nei seguenti mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre 2011 neanche uno. Gli ignari turisti fruitori dei parcheggi che contornano la Valle dei Templi, che dal 1997 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità – sito Unesco, si trovavano così a pagare somme di denaro che invece di essere destinate in parte alla gestione della Valle stessa e degli Enti pubblici, venivano illegalmente sottratte dalla società privata concessionaria Lagana. Dalle prime ricostruzioni sembra che per la gestione dei quattro parcheggi i privati incassavano dai soli biglietti venduti circa 300.000 euro all’anno (per l’anno 2011 la coop. Lagana ha dichiarato nelle proprie scritture contabili di aver incassato per la vendita dei biglietti poco meno di  € 80.000) e che il danno subito dai due Enti Pubblici (Ente Parco e Comune di Agrigento) ammonterebbe, per il solo triennio 2010 / 2012, ad oltre 200.000 euro. E’ stato inoltre quantificato, allo stato, un’evasione fiscale nel triennio 2010/2012 di oltre 500.000,00 euro a carico della società gestita dal sodalizio criminoso. Le attività di indagine, dirette dal sostituto procuratore Salvatore Vella con il coordinamento del procuratore della Repubblica Renato Di Natale hanno, sinora, portato alla denuncia a piede libero di tre soggetti, uno dei quali è un funzionario pubblico in servizio presso il Parco Archeologico incaricato del controllo sulla gestione delle aree destinate a parcheggi. Le indagini delle Fiamme Gialle, tuttora in corso – conclude il comunicato – sono ora rivolte ad individuare eventuali ulteriori responsabilità, riconducibili sia a soggetti privati che a funzionari pubblici”.

“Non appena saranno formalizzati gli atti il comune di Agrigento si costituirà parte civile nei confronti dei responsabili” è quanto dichiara il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, non appena ha avuto notizia dell’inchiesta finalizzata ad accertare la sussistenza di una truffa ai danni del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi e dello stesso Comune di Agrigento. Le indagini, su incarico della Procura della Repubblica, sono condotte dalla Guardia di finanza e riguardano gli incassi conseguiti dalla società di gestione dei parcheggi della Valle dei templi, tenuta a versare una parte del ricavato al Parco ed al Comune. “La comunità agrigentina che rappresento – dice Zambuto – è parte offesa di fronte a quest’ipoetesi di reato di truffa aggravata che sembra coinvolgere anche pubblici funzionari tenuti all’effettuazione dei controlli.” “Dobbiamo levare alta la voce di sdegno nei confronti di questi episodi criminali e conseguentemente agire per fermare, attraverso l’immediata sospensione di ogni rapporto contrattuale con la società coinvolta, il fenomeno.” “Nessun tentennamento verso tali fatti – conclude il Sindaco di Agrigento – e la riconoscenza verso gli inquirenti che aiutano la nostra società a liberarsi da simili fenomeni.”