“Il degrado morale e sociale della politica ha oltrepassato ampiamente il livello di guardia, il bene comune, lo spirito di servizio e le istanze etico-sociali non sono priorità per i politici, lo stile e le modalità di approccio dell’attuale assetto manifestano incontestabile carenza di seria fondazione morale, basta scambio clientelare, via i corrotti dalla scena pubblica, la cattiva politica prevale nella campagna elettorale” dice la conferenza episcopale siciliana (Cesi) che esce allo scoperto alla vigilia del voto delle regionali siciliane col documento “Amate la giustizia, voi che governate sulla terra. Riflessioni dei vescovi di Sicilia sulla situazione sociale e politica” che parla della regione ma con occhio critico che guarda anche a ciò che accade nel resto d’ Italia.

Per la Cesi siamo in una fase di “allarmante decadimento culturale, politico, sociale ed economico della Sicilia. Il clima di conflittualità – dicono i vescovi – lo scontro tra scelte politiche contrastanti, ha ormai assunto toni di guerra tra le parti. Esso esprime quasi esclusivamente una deprimente logica di spartizione del potere, lo scontro tra forze più o meno occulte, la strumentalizzazione delle persone, la pressione mediatica e il condizionamento dell’opinione pubblica”.


Il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo si appella ai siciliani: “Andate a votare perchè altrimenti sarebbe come deresponsabilizzarsi. Se io non voto faccio in modo che restino in atto i meccanismi per cui i più corrotti vengono eletti. Se, invece, voglio modificare lo status quo, devo andare a votare. La politica – ha aggiunto – è avvezza a un gioco che mi viene di chiamare ‘dittatura della democrazià, una democrazia a termine. Chi va a governare pensa ‘uso la democrazia fino a quel momento, poi faccio il dittatore”.

E l’alto prelato entra nel merito dando una valutazione che è quella di gran parte dei siciliani: “C’è uno spreco enorme di risorse pubbliche. Le prossime elezioni si svolgeranno con una tempistica calcolata per evitare la riduzione del numero dei parlamentari regionali.
Stiamo assistendo a un degrado morale, a un livello di corruzione, a uno spreco continuo delle risorse economiche e umane, in un momento in cui la gente non può fare la spesa”.

“Tra diciotto giorni – ha aggiunto – sapremo chi sarà il presidente della Regione, dieci giorni dopo conosceremo i componenti dell’Ars e il presidente si troverà a fare i conti con la dispersione delle forze politiche e con maggioranze incerte”. Per Romeo “questo non è una buona premessa per il corretto funzionamento dell’amministrazione pubblica”.

Nel documento i Vescovi evidenziano come la politica regionale e nazionale abbia “sistematicamente disatteso l’impegno verso i giovani. Attraverso penose scorciatoie – scrivono i vescovi – utilizzate per creare o mantenere il consenso elettorale si è contribuito ad alterare gravemente l’approdo al mondo del lavoro di migliaia di giovani bruciando intere generazioni con la piaga del precariato”.

“Condivido le affermazioni del Cardinale Paolo Romeo – ha dichiarato De Luca – pur ritenendole tardive rispetto al proliferare di quelle mafie che in Sicilia hanno fatto scempio dei sogni e delle speranze dei siciliani. Certi assordanti silenzi delle istituzioni – ha concluso il Candidato alla Presidenza De Luca – hanno impedito in questi anni l’affermazione di quelle proposte politiche che hanno lottato contro le caste ed il malaffare, pagandone l’amaro prezzo dell’indifferenza e della rassegnazione.”

“La politica degenerata di questi anni ha privilegiato gli interessi delle caste e delle cricche, danneggiando il bilancio regionale e dimenticando i poveri”. Lo afferma il candidato alla presidenza della Regione, Rosario Crocetta, commentando il monito arrivato dall’arcivescovo di Palermo.

“Ha ragione il cardinal Romeo – afferma – quando ripropone il tema degli ultimi. Il mio impegno, che io ho definito ‘la rivoluzione della dignità’, guarda al futuro di chi è rimasto ai margini e vuole cancellare i privilegi di coloro che invece continuano ad approfittarsi in modo rapace delle risorse della Regione”

“Il risanamento che avvieremo non sarà portato avanti facendo macelleria sociale. Lavoreremo per lasciare fuori dalla porta delle istituzioni la mafia e la corruzione e per ridare ai siciliani lavoro, sviluppo e legalità”, conclude Crocetta.

“La presa di posizione del Cardinale di Palermo, Paolo Romeo, si identifica con la battaglia da noi intrapresa, sin dalla fondazione di Grande Sud, contro la corruzione e a favore della sburocratizzazione degli uffici della Regione”. Lo afferma il candidato all’Ars, Michele Cimino, commentando il grido d’allarme lanciato dal Pastore della Chiesa di Palermo contro la corruzione nella politica. “Uno dei punti cardine del programma di Grande Sud – ricorda Cimino – prevede il riordino e l’attivazione immediata degli uffici regionali, impantanati in inutili lungaggini burocratiche che incoraggiano la corruzione, fenomeno contro il quale giustamente e doverosamente si alza forte il grido d’allarme del Cardinale, Romeo. Una macchina burocratica più snella significa meno corruzione. Un esempio di lungaggini burocratiche viene proprio alla situazione della Cattedrale di Agrigento, chiusa da due anni, verso la quale in questi giorni si è avuto il forte monito dell’Arcivescovo, Francesco Montenegro.Il primo atto che porterò all’esame di Sala d’Ercole, una volta rieletto e al governo della regione, con Gianfranco Miccichè presidente, sarà proprio quello di riaprire la Cattedrale di Agrigento. Un impegno che sapremo mantenere”.