Ci sono anche gli eredi del Barone Chiaramonte Bordonaro, ed una proprietà della chiesa Madonna della Rocca dell’ordine dei Frati minori Cappuccini tra i centotrenta proprietari di immobili «fantasma» individuati dalla speciale tasck force istituita dal comune di Canicattì dopo la pubblicazione dell’elenco degli «evasori» pubblicato qualche mese addietro dall’ agenzia del territorio.
Per centotrenta ditte, individuate con il nominativo dell’intestatario e gli estremi catastali, è arrivata, infatti, l’attribuzione della rendita presunta con la consequenziale liquidazione di oneri ed applicazione delle relative sanzioni. Il relativo elenco predisposto dall’Agenzia delle entrate è stato trasmesso all’amministrazione comunale per la pubblicazione all’albo pretorio elettronico del sito istituzionale dell’ente all’indirizzo www.comune.canicatti.ag.it ed anche come semplice avviso cartaceo al vecchio ed ormai poco usato albo pretorio murale.
La pubblicazione in questa forma equivale a notifica. Questo primo gruppo di 130 ditte fa parte del più consistente elenco di 1.380 «immobili fantasma» individuati nel territorio comunale di Canicattì. Gli immobili, sottoposti a verifica, erano stati scoperti con gli accertamenti conclusi ad inizio 2012 dagli organismi tecnici dell’Agenzia del Territorio grazie ai controlli incrociati con il Catasto e con le ditte di servizio a domanda individuale, Enel e Telecom su tutti. Immobili che non sono risultati denunciati o sono difformi in maniera esagerata rispetto a quanto dichiarato.
I nominativi degli intestatari e le indicazioni catastali con numero di foglio di mappa e relativa particella adesso sono disponibili, come prevede la legge in materia di trasparenza e pubblicità degli atti della pubblica amministrazione, anche sul sito del comune di Canicattì. Gli interessati sino al 29 gennaio prossimo potranno chiedere all’Agenzia del Territorio il riesame della propria posizione in autotutela. Dalla scorsa primavera intanto anche gli impiegati, i tecnici comunali e la polizia locale coordinanti dal dirigente Diego Peruga hanno iniziato le loro verifiche.
«Si tratta di controlli dovuti –dichiara il comandante della polizia municipale Diego Peruga – in quanto molto probabilmente i proprietari non solo hanno costruito senza autorizzazione ma addirittura godono di servizi ed evadono le relative tariffe e tasse costituendo un danno per le casse comunali». «I possessori degli immobili o chi viene indicato come proprietario – aggiunge il dirigente dei vigili urbani – vengono invitati a produrre la documentazione attraverso la quale accertare la regolare posizione dell’immobile nei confronti dell’ente locale e del fisco». In caso contrario verranno interessati gli uffici interessati e nei casi più gravi anche l’autorità giudiziaria.
Carmelo Vella












