Un organico di 36 unità di cui 18 a part-time. È questa la situazione in cui versa il corpo della polizia municipale di Canicattì. Un organico, certamente insufficiente ad affrontare tutti i servizi che richiede il territorio che conta una vasta area ed una popolazione che supera i 35 mila abitanti considerato anche i numerosi stranieri che vivono a Canicattì.

Infatti, la pianta organica prevede che almeno siano una settantina i vigili che dovrebbero essere in servizio presso il corpo della polizia municipale della città.


A questo bisogna aggiungere i continui tagli che deve subire il corpo a causa della mancanza di fondi e soprattutto per cercare di fare quadrare il bilancio del Comune. Spesso, vengono tolte somme ad esempio per l’acquisto del vestiario o in alternativa per il carburante da riservare ai mezzi. I vigili effettivi assunti con concorso sono in tutto 18 mentre gli altri 18 sono stati reclutati grazie agli ex articolo 23, lavoratori socialmente utili. Questi ultimi lavorano sino ad un massimo di 24 ore la settimana il che vuole dire al massimo 3 giorni. Per questo il corpo soffre una perenne carenza.

A questo bisogna aggiungere il personale che quotidianamente viene a mancare dal servizio a causa di ferie, malattie e congedi straordinari. «Nonostante la carenza di organico- dichiara il comandante del corpo Diego Peruga- i nostri uomini assicurano seppur a singhiozzo i servizi essenziali che il territorio richiede: controlli contro il randagismo, nel settore dell’abusivismo edilizio e commerciale di viabilità stradale, davanti alle scuole negli orari di ingresso e di uscita dalle lezioni da parte degli alunni. Sicuramente, si potrebbe fare di più ma mai è accaduto che alcuni servizi non venissero attuati sul nostro territorio comunale.

Una soluzione – aggiunge il comandante dei caschi bianchi a Canicattì – per risolvere questa carenza sarebbe quella da parte dell’amministrazione di stabilizzare i precari che attualmente lavorano part-time e di bandire nuovi concorsi ma tutto rimane fermo a causa del blocco delle assunzioni imposto dal governo nazionale e dal patto di stabilità. Dallo scorso mese di febbraio – continua Diego Peruga- è anche fermo il servizio del vigile di quartiere al quale non abbiamo potuto dare una continuità a causa appunto della carenza di uomini da impiegare sul territorio. Devo comunque ringraziare – conclude il comandante – tutti gli uomini di cui dispone il corpo perché hanno mostrato sensibilità alla problematica ed attaccamento al lavoro svolgendo il proprio servizio con responsabilità e professionalità anche nei momenti di difficoltà». Nei periodi di maggiore presenza, comunque i vigili in servizio al comando di polizia municipale di Canicattì non hanno mai superato le 50 unità compresi coloro i quali hanno contratti part-time.

Fonte: Carmelo Vella