Per il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, i 21 giornalisti dell’ufficio stampa della Presidenza “sono decaduti dal giorno in cui mi sono insediato. Se sono ancora al loro posto – ha detto conversando con i cronisti nella Biblioteca regionale – lo sono in modo volontario e li ringrazio, per carità gli verranno retribuite queste giornate”.
Il governatore ha spiegato di avere verificato la posizione dei 21 giornalisti, che hanno tutti contratti da caporedattore, dai suoi legali. “Se vorranno fare vertenza, lo facciano pure – ha detto -. Non hanno un rapporto a tempo indeterminato perché non hanno fatto un concorso pubblico, il loro rapporto è fiduciario. Presentino i curricula e li verificherò assieme agli altri che riceverò. Costano 3,2 milioni di euro all’anno, con questi soldi la Regione può pagare 200 precari. Nemmeno a Repubblica o alla Rai ci sono 21 capiredattore”.
Crocetta ha ricordato che “da parlamentare europeo sono stato 12 volte nell’ufficio regionale a Bruxelles, e non ho mai visto il giornalista distaccato lì che guadagna 12 mila euro netti al mese. E’ possibile che guadagni 12 mila euro netti al mese? Mi dite se ha mai fatto un comunicato stampa? L’Assostampa lo ha difeso, ma non sa nulla dell’attività fatta da questo giornalista, io ho una relazione ben dettagliata. Non solo, la sede di Catania della Regione viene considerata extraregionale. Ma Catania non è in Sicilia? Basta, so di missioni pagate 100 mila euro”.
Crocetta ha lanciato un allarme: “Gli analisti internazionali e italiani ci dicono che se non si interviene subito la Sicilia andrà in default nel 2014. Mi rifiuto di pensare che all’Assemblea regionale ci sia una maggioranza che voglia distruggere la Sicilia”.
Quindi due riferimenti alla giunta: “Il pm Marino? Sono fiducioso, è un magistrato e ci vuole tempo per potere prendere una decisione, deve fare dei passaggi compreso il Csm. Poi c’è Linda Vancheri, funzionaria della Confindustria di Caltanissetta, una donna impegnata e onesta. La stimo molto, sarei grato di un suo ingresso in giunta. Vedremo. Di sicuro la prima giunta si riunirà nel cento di don Pino Puglisi, nel quartiere popolare di Brancaccio, a Palermo, simbolo del degrado ma anche del riscatto grazie all’attività del sacerdote ucciso dalla mafia”.
Il presidente della Regione ha poi risposto ai cronisti che gli hanno chiesto in base a quali conti ha annunciato tagli per 1,5 miliardi di euro: “La prossima settimana vi darò i conti dettagliati e scoprirete ha i tagli saranno maggiori”. Crocetta ha annunciato che il governo ha recuperato nel bilancio 150 milioni di euro da utilizzare per pagare alcuni fornitori. Gli imprenditori vantano nei confronti della Regione crediti per 1,5 miliardi di euro.
“Nella finanziaria ci saranno tagli a una trentina di enti. Perché tra chiudere queste strutture che costano tanto e pagare i precari scelgo i precari. Non farò macelleria sociale”, ha detto il governatore, ribadendo che le 13 società partecipate in liquidazione saranno chiuse col trasferimento delle attività ai dipartimenti, mentre i dipendenti, “che sono meno di 7 mila”, saranno trasferiti alla Regione per altri incarichi.
Infine Crocetta ha parlato di una collaborazione col sindaco Leoluca Orlando “per il bene di Palermo, capitale della Sicilia”. Ad ascoltarlo c’era anche lo stesso primo cittadino.
“Abbiamo chiesto, gia’ martedi’ scorso, un incontro urgente al Presidente Crocetta per presentare la redazione e discutere della riorganizzazione dell’ufficio, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse, ma ancora attendiamo che ci convochi. Rispettiamo l’istituzione Regione e il suo Presidente ma non possiamo condividere la sua posizione manifestata nuovamente oggi in una conferenza stampa. Riteniamo, infatti, che qualsiasi decisione non possa essere assunta se non attraverso il rispetto delle norme previste dal contratto di lavoro dei giornalisti, a noi applicato, e dallo Statuto dei lavoratori”.
Lo afferma il Comitato di Redazione dell”Ufficio stampa e documentazione della Regione siciliana.

















