In data 15 Novembre 2012 si è svolta l’udienza davanti al T.A.R del Lazio sui costi minimi della sicurezza, nella quale è stato discusso il ricorso presentato dall’Antitrust.
Al termine della discussione, i giudici del T.A.R del Lazio si sono riservati di decidere su alcune eccezioni sollevate e sul merito della controversia e, prevedibilmente, la Sentenza non verrà emanata prima di un mese.
A questo punto, vista la proclamazione del fermo dell’Aias dal 24 al 28 novembre, Trasporto Sicilia ha convocato per la prossima settimana una riunione, allargata ad altre associazioni, per individuare una data, prima di Natale, idonea ad iniziare il fermo nazionale dell’autotrasporto.
All’Aias di Richichi si chiede ancora una volta di revocare il fermo, che inizierebbe sabato 24 novembre, per aderire ad un fermo unitario della categoria.
I 10 punti della piattaforma che vanno soddisfatti, o su cui il Governo dovrà almeno impegnarsi, sono:
1. COSTO GASOLIO: - Consentire alle imprese di autotrasporto il recupero delle accise addizionali applicate dalle Amministrazioni Regionali; - Incentivare con provvedimenti fiscali o risorse economiche l’acquisto collettivo del gasolio da parte delle imprese di autotrasporto; - Verificare costantemente e concretamente la proporzionalità esistente fra il costo del barile e il costo industriale praticato dalle compagnie petrolifere;
2. 2. RIMBORSO ECOBONUS - La proroga dell’ecobonus 2010 deve essere attuata nei fatti, contestando a una Decisione della Commissione Europea C 5020 del 25.07.2012, che non ha tenuto conto dei primari e fondamentali principi espressi dalla medesima UE in materia di sicurezza stradale e soprattutto di miglioramento dell’impatto ambientali.
3. 3. COSTI E MODALITA’ ASSICURAZIONI - Introdurre, per legge, una formula tariffaria nazionale per le coperture assicurative dei mezzi industriali poiché la libera concorrenza, ipotizzata in teoria, nella pratica ha generato solo svantaggi e appesantimento di costi a scapito delle imprese di autotrasporto nazionali. - Far introdurre dalla costituenda Ivass (ex Isvap) un regolamento chiaro, definendo propri e specifici parametri di sinistrosità per l’autotrasporto di merci in conto terzi;
4. 4. COSTO TRAGHETTI DA E PER LA SARDEGNA - Verificare la reale rispondenza degli aumenti delle tariffe praticati da tutte le compagnie di navigazione di cabotaggio impegnate nei collegamenti con la Sardegna e fare luce sulle modalità di vendita e privatizzazione della Società Tirrenia in un’operazione che ha trasformato un monopolio pubblico a prezzi calmierati in un monopolio privato a prezzi incontrollati. Per il trasporto delle merci attuare subito misure che rivitalizzino per la Sardegna il regime di continuità territoriale;
5. 5. QUESTIONE SICILIA - Considerare l’ecobonus strumento indispensabile per ovviare alla carenza infrastrutturale di cui soffre l’economia siciliana; - Assumere urgenti iniziative regolamentari per consentire all’economia siciliana (ortofrutta) il contenimento dei rincari, un monitoraggio costante sui costi e sui tempi, nonché la cancellazione di quelle regole repressive che compromettono fortemente la sopravvivenza di tutta l’economia regionale;
6. 6. COSTI MINIMI E TEMPI DI PAGAMENTO - Emanare direttive specifiche per consentire. ai soggetti competenti dei controlli e delle sanzioni, l’applicazione pratica e reale dei costi minimi e dei tempi di pagamento; - Individuare uno strumento super-partes, mediante l’utilizzo di istituti di ricerca, per l’esatta individuazione dei costi minimi di sicurezza garantendo tutte le categorie settoriali ed eliminando le attuali discriminazioni; - Ridurre il tempo di pagamento delle prestazioni dei servizi di autotrasporto al termine massimo di 30 giorni. Non è più possibile pensare che nella voce economica dei “trasporti”, l’unico servizio a pagamento “super differito” sia solo quello del trasporto su strada;
7. 7. LEGGI DI SETTORE: REMUNERAZIONE TEMPI – INTERMEDIAZIONE – ACCORDI DI PROGRAMMA - Modificare l’impianto normativo della Legge 127/20120 per consentire la reale applicazione delle misure introdotte in materia di remunerazione dei tempi di carico/scarico, applicazione concreta degli accordi di programma nell’ambito portuale ed interportuale, gestione dei pallets e intermediazione parassitaria;
8. 8. CODICE DELLA STRADA - Rendere urgenti le procedure di modifica al Codice della Strada con particolare riferimento all’esclusione della responsabilità oggettiva (art. 174, co 14), all’esclusione del pagamento delle sanzioni nelle mani dell’accertatore su strada, alla modifica del sistema dei ricorsi consentendo l’accesso agli uffici competenti nel luogo in cui ha sede l’impresa; - Congelare l’aumento biennale delle sanzioni al Codice della Strada previsto dal 1° gennaio 2013;
9. 9. COMPETIZIONE INTERNAZIONALE E LIBERO CABOTAGGIO- La delocalizzazione delle imprese di autotrasporto italiane e figlia di una incapacità politica di comprendere il valore (economico e sociale) di questo settore. Perdere l’autotrasporto significa non solo perdere una quota importante di Pil, ma anche essere ciechi rispetto a qualsiasi visione strategia della concorrenza delle merci;, occorre quindi: a. Impedire il libero cabotaggio stradale fino quando non si raggiunge un accettabile livello di equità fiscale e degli oneri sociali; b. Monitorare il flusso di delocalizzazione delle imprese italiane; c. Individuare soluzioni incentivanti per il franco destino.
10. 10. ISTITUZIONI DELL’AUTOTRASPORTO - Premesso che la politica deve assumere decisioni e responsabilità, si evidenzia che le mediazioni tentate sino ad oggi fra autotrasporto e committenza, hanno prodotto solo disposizioni di legge inapplicabili e inapplicate se non del tutto inutili. Insistere sulle mediazioni o sulle sovrastrutture istituzionali (vedi Consulta) non serve a nulla. Governo e Parlamento “devono” decidere; - Considerato che l’istituzione dell’Albo degli Autotrasportatori troverà, a breve, una nuova condizione di “governance”, si ritiene sia comunque utile e urgente: ridurre i costi annuali e di iscrizione delle imprese; migliorare le funzioni dell’Albo nell’ottica di consulta del potere legislativo; verificare la funzionalità dello stesso Albo eliminando discriminazioni sindacali attuate da gruppi di associazioni e migliorando le procedure di coinvolgimento delle diverse rappresentanze.
Il Vice-Presidente della Consulta
Salvatore Bella















