Potrebbero rimanere a Canicattì gli uffici del Giudice di Pace. Il sindaco Vincenzo Corbo avrebbe trovato un immobile in cui trasferire il personale amministrativo e far svolgere le udienze ai giudici onorari che finiscono per assorbire gran parte del contenzioso tra i cittadini e non solo.
Il capo della giunta comunale ha assicurato che la sua giunta sta facendo di tutto per far restare in città quello che, con il nuovo ordinamento è considerato l’organo giudicante alla base del sistema giudiziario. «Tra qualche tempo potrò essere più preciso – ha affermato Vincenzo Corbo – e dare notizie certe e puntuali.
L’amministrazione comunale avrebbe voluto anche mantenere l’attuale configurazione degli uffici giudiziari ma purtroppo il piano di riordino deciso a livello centrale lo ha reso impossibile così come i costi di esercizio». Intanto in molti chiedono alle Istituzioni di far rimanere a Canicattì gli uffici del giudice monocratico civile e penale e gli ufficiali giudiziari. Nella proposta avanzata al ministero dagli operatori della Giustizia si suggerisce di mettere a disposizione del giudice monocratico la struttura di contrada Carlino, che attualmente ospita senza alcun atto amministrativo il personale della Compagnia dei carabinieri.
I militari tra qualche tempo dovrebbero ritornare nella caserma «Appuntato Alfonso Principato» di via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nella quale sono in fase di ultimazione i lavori di restauro avviati circa un anno fa e quindi i locali si verrebbero a liberare. Se la richiesta venisse accettata il ministero non pagherebbe gli oltre centomila euro di canone di locazione annuo ma solo le spese del personale e di esercizio di un edificio che non necessita di nulla ed è ampio e spazioso più dell’attuale sede presa in affitto da un privato. Intanto i cittadini continuano a lamentarsi per i disagi che sono costretti a provare per raggiungere le sedi giudiziarie di Agrigento.
Fonte: Carmelo Vella












